Ravenna, celebrati i funerali della donna morta dopo la caduta dal camper

Il viaggio organizzato dal Camping Club Ravenna prevedeva una due giorni con visita a un frantoio in Umbria e sosta a Montecchio, nel Ternano, in occasione di una festa organizzata dalla Pro loco del paese, inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”. Ma quando, sabato pomeriggio, il marito stava parcheggiando il camper, è caduta dallo sportello aperto battendo la testa sul selciato.

Un impatto che non ha lasciato scampo a Gigliola Dall’Ara, 71 anni. Immediatamente soccorsa dagli altri camperisti e dal personale del 118, per la donna – che oltre al marito Duilio lascia il figlio Christian e due nipotine, oltre alla sorella e al fratello – non c’è stato purtroppo nulla da fare nonostante il disperato tentativo di trasporto verso l’ospedale. Ieri mattina a Ponte Nuovo si sono svolti i funerali.

Il dramma si è verificato sabato pomeriggio in piazza Europa, riservata alla sosta dei 30 camper facenti parte della comitiva romagnola. Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri della stazione dell’Arma di Guardea intervenuti sul posto per i rilievi, i mezzi erano quasi tutti parcheggiati. Mancavano gli ultimi veicoli, tra cui quello guidato dal marito della donna. L’uomo avrebbe visto un posto libero e si sarebbe praticamente fermato quando la moglie ha aperto lo sportello probabilmente per scendere e aiutarlo nelle manovre come fatto altre volte. Ma, accortosi della presenza di una colonnina per la ricarica elettrica, verosimilmente per non occupare lo spazio davanti alla centralina il marito avrebbe girato il volante spostandosi verso sinistra per spostarsi. Una manovra effettuata a passo d’uomo, sufficiente però a sbilanciare la moglie che, a causa dello sportello rimasto aperto, è scivolata fuori dal mezzo sbattendo la testa a terra. Una tragedia nella tragedia per il marito, a sua volta portato sotto choc all’ospedale. «Un incidente dalla dinamica che ci ha lasciato senza parole – commenta Aride Laghi, presidente del Camping Club Ravenna, che era presente sabato in Umbria –. Marito e moglie sono nostri soci da alcuni anni, come altri parenti della coppia. Lei era una signora sempre pacata, ben voluta dal gruppo di camperisti che fanno parte della nostra associazione. Avevamo organizzato questo raduno dopo il lungo stop per la pandemia; purtroppo col senno di poi sarebbe stato meglio non farlo».

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