Ravenna Holding progetta un parco fotovoltaico a Savio

RAVENNA – Un grande parco fotovoltaico è in progetto a Savio, in un’area di quasi 50mila metri quadrati dove era in origine prevista una lottizzazione ad uso artigianale. Gli scenari di mercato mutati, un consumo di suolo da limitare e la necessità della transizione energetica hanno portato però a cambiare i piani per quell’area. Anche perché la proprietà del terreno è di una società pubblica: Ravenna Holding. Il progetto è stato già esaminato a inizio anno dalla Conferenza dei servizi e ha avuto il via libera da parte dei vari enti competenti. L’area è situata a nord di Savio tra via Romea Sud (la vecchia Adriatica) e la ferrovia che collega Ravenna con Rimini. Il Piano operativo comunale (Poc) prevedeva una destinazione legata all’allargamento del polo produttivo artigianale dell’area già insediata, per una espansione. Secondo quanto si legge nella relazione presentata da Ravenna Holding, «il mutato interesse delle aree nel corso del tempo, soprattutto alla luce del diverso orientamento del consumo del suolo, vista la scarsa necessità di nuovi investimenti legati alle costruzioni, ma soprattutto legati alle fonti energetiche alternative orientate alla transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili, ha spinto la proprietà ha mutare le primarie intenzioni di sviluppo dell’area da produttivo-artigianale allo sviluppo di un parco fotovoltaico per la cessione in rete dell’energia elettrica prodotta». Il progetto inoltre prevede la realizzazione di un parcheggio con accesso da via Degli Artigiani. Il posteggio è «legato all’ottemperanza degli standard urbanistici, non alla reale necessità del nuovo lotto, visto che questo non creerà nuovo traffico e soprattutto nuove auto o camion in sosta nell’area».

L’impianto in progetto ha una potenzialità di un megawatt per una produzione annua. Si stima un risparmio di Co2 pari a 690 tonnellate annue. Supponendo infine che la vita utile “minima” dell’impianto sia 30 anni, ne deriva un risparmio di Co2 totale pari a 20.700 tonnellate. Allo stesso modo può essere effettuato il calcolo delle emissioni dei principali macro inquinanti emessi dagli impianti termoelettrici, e si possono stimare i quantitativi di inquinanti “evitati” dall’uso di un impianto fotovoltaico rispetto ad uno a combustibili fossili, per produrre gli stessi quantitativi di energia elettrica. Si tratta di altre 0,6 tonnellate di ossidi di azoto, di zolfo e polveri.

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