La discarica di Ravenna si allarga. Herambiente ha avviato lo scorso anno la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per un nuovo stralcio del quinto settore della discarica di via Romea. A fronte della richiesta di integrazioni da parte di Arpae, l’azienda ha chiesto e ottenuto una proroga al 31 marzo per il deposito dei nuovi documenti. Con la realizzazione del nuovo stralcio della discarica per rifiuti non pericolosi sarà resa disponibile una capacità di 302.000 metri cubi assumendo una densità media del rifiuto pari a 1,75 tonnellate ogni metro cubo. Ne risulta una quantità in peso equivalente di rifiuti in discarica pari a circa mezzo milione di tonnellate. Si tratta di materiale di scato non pericoloso di tre tipi diversi: scorie e ceneri di combustione; fanghi industriali di varia tipologia; terreni di bonifica. Il progetto stima una durata di questo settore, prima dell’esaurimento, pari a cento mesi, ovvero poco più di otto anni.

Le richieste di Arpae

Arpae ha chiesto diverse integrazioni al progetto, come quasi sempre accade quando si parla di ampliamenti delle discariche. In particolare si chiedono nuovi studi sulle emissioni odorigene.

Arpae sottolinea che «vista la proposta di approntare 9 camini esalatori» per rilasciare i gas interstiziali che potrebbero svilupparsi all’interno della massa dei rifiuti, «si ritiene che, sebbene la tipologia di rifiuti abbancati venga dichiarata essere a basso contenuto organico, non si possa escludere il rilascio di altre tipologie di gas che possono essere generati non soltanto dai rifiuti biodegradabili, ma anche da altre tipologie di rifiuti a seguito di volatilizzazione diretta dai rifiuti che li contengono o altre reazioni biologiche o chimiche tra i rifiuti». Arpae chiede pertanto ad Hera «di effettuare una valutazione quali-quantitativa in tal senso e di proporre dei sistemi di abbattimento adeguati ed efficaci».

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