Il dj al microfono lo ha chiesto ripetutamente ai 1.100 ragazzi e ragazze che erano in pista a ballare: “Indossate la mascherina”. La stragrande maggioranza lo ha fatto o lo stava già facendo, come hanno potuto testimoniare riprese video e fotografie. Perché sabato notte, per controllare la situazione all’interno del Matilda, sono intervenute oltre alle pattuglie della squadra Mobile, dei carabinieri e della polizia locale, anche gli uomini della polizia Scientifica. Ed è stato proprio alla luce del materiale raccolto che la discoteca di Marina di Ravenna è stata chiusa per cinque giorni, disponendo la completa sanificazione del club e parallelamente anche per dare modo ai gestori di predisporre procedure idonee ad evitare assembramenti.

In massa a ballare

Il controllo è stato fatto attorno alle 2 di domenica mattina. Già varcato l’ingresso del locale la ressa degli avventori è apparsa eccessiva. Lo stesso nelle due piste da ballo, quella principale e quella del giardino. Va detto che dagli accertamenti tutti i ragazzi indossavano la mascherina e il personale della discoteca – nello specifico il vocalist – non mancava di ripeterlo al microfono. La capienza massima era stata rispettata, contando circa 1.100 presenze.

Non risulta che siano state riscontrate altre irregolarità, pur rimarcando la necessità di approfondire le verifiche sulle autorizzazioni in mano ai gestori. La violazione contestata riguarda dunque la presenza di persone a distanza ravvicinata, in altre parole, gli assembramenti sanzionati dall’articolo 4 del dl 19/2020. È stata notificata a uno dei soci della “Dieci srl”, la società che gestisce il Matilda, che ora potrà decidere se pagare la sanzione di 280 euro entro 5 giorni o di 400 euro entro 30, oppure se fare ricorso.

Il controllo fa parte del complessivo giro di vite sui locali della riviera, che nella stessa sera ha portato anche alla disposizione di chiusura per 15 giorni del Bagno Singita, dove a tre ragazzi 16enni sono state somministrate bevande alcoliche, senza che né al bancone né alla cassa il personale avesse chiesto loro i documenti d’identità.

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