Ravenna, giudice a processo per stalking. Ma è per finta

Cosa ci faceva il giudice Andrea Chibelli seduto al banco degli imputati della corte d’assise, infervorato nel difendersi dall’accusa di avere perseguitato con messaggi la collega Federica Lipovscek? Questa volta la risposta è semplice e non ha nulla a che vedere con pruriginose faccende da tribunale: si trattava di una simulazione di processo organizzata dal consiglio dell’Ordine degli avvocati per due classi quarte e una terza del liceo scientifico Oriani. Per spiegare agli studenti meccanismi e segreti di un dibattimento penale, i giudici si sono infatti prestati a vestire per un giorno i panni fittizi di Andrea Fiore, accusato di stalking e detenzione di sostanze stupefacenti, e Giulia Bianchi, parte offesa e vittima di revenge porn. E così in corte d’assise è andata in scena la storia della relazione tra due ragazzi, nata su internet per poi svilupparsi nella vita reale fino a degenerare in un rapporto tossico, con tanto di video intimo diffuso agli amici e sequestro di 15 grammi di marijuana trovati nell’abitazione del finto imputato. Imputato che si è calato perfettamente nel ruolo, costringendo la presidente della corte, la giudice Antonella Guidomei, a intervenire – sempre nell’ambito del copione – per ricondurlo ad un atteggiamento consono. Ma anche la giudice Lipovscek ha dimostrato ottime capacità recitative, ottenendo un rimprovero per l’eloquio non proprio ortodosso con cui si era rivolta al fantomatico Fiori. Scene che, quando accadono nel corso di una normale udienza, suscitano ben poco l’ilarità dei togati, ma ieri trattenere le risate non è stato facile per nessuno, specialmente per gli studenti che si sono dimostrati particolarmente coinvolti nella simulazione. A completare il gioco delle parti c’erano anche la giudice Natalia Finzi e l’avvocato Francesco Papiani, che impersonavano i pubblici ministeri, e il sostituto procuratore Cristina D’Aniello, nel difficile compito di difendere lo stalker Fiori. I ragazzi e le ragazze dello scientifico, accolti dal benvenuto del presidente del tribunale Michele Leoni, sono stati divisi in due squadre, l’una a supporto dell’accusa, l’altra a formare il collegio difensivo, e in tale veste hanno potuto rivolgere domande a parte offesa e imputato come in un vero dibattimento. Altri nove studenti sedevano invece accanto alla giudice Guidomei in qualità di giuria popolare. Alla fine la sentenza di condanna a due anni e due mesi di reclusione è stata accolta dall’applauso delle tre scolaresche, che hanno così avuto modo di trattare temi scottanti in modo divertente.

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