Ravenna, giovani medici anti covid lasciano l’incarico

RAVENNA – Dieci giovani medici hanno lasciato o si preparano a lasciare gli ospedali di Ravenna. E un cavillo burocratico rischia ora di tramutarsi in una batosta per la nostra sanità. In gergo vengono definiti “camici grigi”, in pratica sono le migliaia di giovani medici abilitati che attendono di cominciare a lavorare nelle scuole di specializzazione. Un periodo di attesa durante il quale questi neo-laureati vengono spesso assorbiti all’interno degli ospedali, cominciando a muovere i primi passi tra le corsie di quello che in futuro sarà il loro lavoro. Quest’anno più che mai, il loro aiuto si era reso fondamentale con l’impegno di queste risorse anche nei reparti Covid. Un cavillo burocratico, però, ora li manderà tutti a casa. E per Ravenna vuol dire perdere ben 10 giovani medici, una parte si è già dovuta dimettere, gli altri lo faranno entro breve.

Il motivo di tutto questo è più tecnico che pratico. Una volta terminata la laurea in Medicina, si aprono in sostanza due strade: la prima è quella dei corsi di medicina generale, che abilitano poi a diventare medico di famiglia. La seconda è quella invece delle scuole di specializzazione. L’inghippo si crea proprio per questa seconda categoria di medici. La prassi vorrebbe infatti che i giovani che superano il concorso comincino a lavorare dove hanno ottenuto la borsa di specializzazione. Quest’anno, però, a causa del Coronavirus che ha paralizzato il mondo intero, e di alcuni ricorsi fatti, le graduatorie hanno tardato ad arrivare. Il risultato è che, nel frattempo, l’Ausl Romagna aveva iniziato ad assorbire questa forza lavoro con contratti a tempo determinato, inserendola come detto in aiuto al personale sanitario.

I contratti

Ora che le specializzazioni sembrano essersi sbloccate, i vincitori dei bandi hanno iniziato a firmare i contratti con le scuole di specializzazione e, di conseguenza, si sono dovuti dimettere in massa dai ruoli che stavano svolgendo. Il contratto con l’ospedale e quello con l’ateneo sono infatti incompatibili, anche se il secondo viene firmato in anticipo di oltre un mese (alcune scuole pretendono le dimissioni dagli ospedali già all’atto dell’immatricolazione, che dovrà essere fatta entro il 30 dicembre). Medici che fino al 26 gennaio, data ufficiale nella quale inizieranno le specializzazioni in tutta Italia, rimarranno a casa, quando invece si erano dimostrati fino ad ora una risorsa preziosa. L’Ausl Romagna fa sapere di essere già al lavoro per cercare di trovare al più presto altri medici. Lo sforzo della direzione capitanata da Tiziano Carradori nel reperimento di personale medico è infatti ormai nota, così come le relative difficoltà.

Malati

Come se tutto questo non bastasse, attualmente a Ravenna ci sono dieci medici a casa perché risultati positivi al Covid. La situazione in ospedale è quindi naturalmente tesa, specialmente ora che si vedono andare via anche le leve più giovani.

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