Ravenna: frasi contro Cagnoni, chiesta l’archiviazione

RAVENNA – «Ammazzatelo con una fiala di cianuro». «Ma c’è bisogno che lo processino? Ammazzatelo». «Gli fanno pure il processo a quest’uomo crudele? Ma io lo avrei messo subito in galera. Non si deve neanche difendere». Sono solo alcuni dei messaggi che l’ex dermatologo Matteo Cagnoni aveva visto comparire sul suo profilo Facebook nei giorni del processo per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri. Omicidio per il quale Cagnoni è stato condannato in via definitiva al carcere a vita. In quei giorni del 2017, però, i tre gradi di giudizio dovevano ancora essere scritti. I messaggi “incriminati” vanno dall’8 al 10 ottobre, il giorno in cui iniziò la corte d’Assise a Ravenna per l’uccisione di Giulia Ballestri. Cagnoni tutti quei “post” li spedì al suo avvocato, dando corpo a una querela per diffamazione che ha colpito sei persone per un totale di 12 frasi incriminate.

Il pm Marilù Gattelli ora ha però chiuso il fascicolo con una richiesta di archiviazione. Perché se è vero che il contenuto delle frasi offende la reputazione dell’ex dermatologo è altrettanto vero, scrive il sostituto procuratore, che emerge anche la volontà in capo agli indagati di esprimere liberamente il proprio pensiero e di esercitare il diritto di critica. Non emergerebbe invece la prova, sempre secondo il pm, che con quelle espressioni i sei indagati volessero con coscienza offendere la reputazione della persona offesa. Il legale di Cagnoni si era opposto alla richiesta e ieri mattina i legali degli imputati si sono ritrovati davanti al gup Janos Barlotti, per quella che sarebbe dovuta essere l’udienza per la decisione e che, invece, è stata rinviata

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