Ravenna festival al via con la Mahler Chamber Orchestra

Dopo l’entusiasmo dell’affollatissima anteprima affidata a Ludovico Einaudi, ecco che, di nuovo al Pala De André, questa sera prende il via ufficialmente la XXXIII edizione di Ravenna festival che da oggi si dipanerà fino al prossimo 21 luglio. E che si inaugura con un concerto di quelli che accendono grandi aspettative: uno dei più apprezzati direttori di questi anni, Daniel Harding, salirà sul podio della prestigiosa Mahler Chamber Orchestra a interpretare un programma in cui subito è richiamato il titolo scelto a connotare l’intero cartellone dedicato al centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini: Tra la carne e il cielo. Perché se queste sono le parole che PPP utilizza per provare a definire le proprie contraddittorie sensazioni di fronte alla musica di Bach, è proprio partendo dalla partitura che tanto lo turbava che Azio Corghi ha elaborato la sua composizione, intitolandola, appunto … tra la Carne e il cielo. Infatti, tra le velate citazioni inanellate dal decano dei compositori italiani, spiccano i frammenti tratti dal “Siciliano”, ovvero dal terzo movimento della Sonata n. 1 per violino in sol minore BWV 1001 di Bach, che Pasolini aveva scoperto eseguita da Pina Kalc, violinista slovena sfollata a Casarsa durante la guerra – siamo nel 1943 – che al giovane poeta dava anche qualche lezione di strumento. Una scoperta anticipatrice di quella “lotta” che per tutta la vita caratterizzerà il rapporto di Pasolini con la musica, e soprattutto con Bach, con le sue pagine sublimi che nei suoi film accosterà, in una sorta di corto circuito espressivo, alle immagini delle periferie più degradate e di un’umanità senza speranza. Quella di Corghi è una pagina di ampio respiro, che prevede “violoncello concertante, voce recitante maschile, soprano, pianoforte e orchestra”: da una parte dunque il versante strumentale, affidato oltre che all’insieme orchestrale alla violoncellista Silvia Chiesa e al pianista Maurizio Baglini, dall’altra quello della parola, testi pasoliniani scelti in una vera e propria drammaturgia poetica da Maddalena Mazzocut-Mis e intonati dal soprano Valentina Coladonato e dall’inconfondibile voce di attore di Sandro Lombardi – chiamato a sostituire lo scomparso Omero Antonutti protagonista con gli altri, nel 2015, alla prima esecuzione.

Ma tornando a noi, a completare il concerto di questa sera, Daniel Harding ha scelto due delle pagine più amate del repertorio ottocentesco. Prima l’ouverture che Beethoven compone nel 1810 per l’Hofburgtheater di Vienna, insieme a tutte le musiche di scena, per “Egmont”, il dramma di Goethe ispirato alla vicenda di un nobile condottiero e patriota fiammingo del Cinquecento.

Un tema, quello del patriottismo, consono agli ideali beethoveniani, tanto da ispirargli una pagina potente e di sicuro impatto emotivo. Poi, la “Mahler” – l’orchestra fondata da Claudio Abbado nel 1997 e di cui Harding è direttore principale (“Conductor Laureate”), forte di un organico composto di musicisti provenienti da ben 20 paesi che si riuniscono solo per specifiche tournée o particolari progetti – eseguirà la Settima Sinfonia in re minore op. 70 di Antonin Dvorák, eseguita per la prima volta a Londra nel 1885 e, seppure meno celebre della arcinota sinfonia “Dal nuovo mondo”, considerata da più parti la migliore partitura sinfonica del compositore boemo, ricchissima nell’invenzione melodica quanto impeccabile nella forma.

Il concerto inizia alle 21.

Info: ravennafestival.org
0544 249244

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