Ravenna Festival 2021 “Dedicato a Dante”

Gli spettacoli sono 65, i luoghi in cui si tengono 18, gli artisti coinvolti complessivamente 1200, in un calendario che copre 2 mesi, giugno e luglio, senza contare la non certo secondaria appendice autunnale: i numeri della XXXII edizione di “Ravenna festival” sono eloquenti. A snocciolarli è Antonio De Rosa, il sovrintendente, che ieri mattina alla sala Corelli, con i direttori artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro, ha presentato il nuovo cartellone: un folto numero di cittadini e appassionati hanno seguito da ogni dove attraverso i canali social. In quella dimensione “fluida” a cui ci ha già abituati la coraggiosa ripresa dello scorso anno: perché ancora non si potrà tornare ai bagni di folla e lo spettacolo dal vivo sarà accessibile a un pubblico limitato, ma lo “streaming” continuerà ad allargare la platea. La scorsa estate sono stati 200 mila da 150 paesi: impensabile rinunciarvi!

“Dedicato a Dante”

E allora, eccoci al ricchissimo programma di “Dedicato a Dante”, titolo che in questo settecentenario dantesco non è certo una sorpresa, ché tutta la città, come ha ricordato l’assessora Elsa Signorino (anche lei in sala), «rivendica l’identità dantesca ed è protesa nell’aprirsi al mondo intero proprio nel segno del grande poeta declinato secondo le più diverse espressioni artistiche». Parole riprese anche dal sindaco De Pascale, che ha rivendicato i fondamentali investimenti culturali, nella convinzione che «la cultura non è solo bellezza ma, soprattutto ora, significa anche salvezza»: in un messaggio registrato, come quelli dei tanti artisti che in questo modo sono intervenuti: Riccardo Muti, Giovanni Sollima, Beatrice Rana, Alessandra Ferri, Neri Marcorè… Un elenco che già dice molto della qualità del cartellone.

Il cartellone

Cartellone, dunque, dantesco. A partire dalle nuove musiche che – come ha spiegato Masotti – «il festival ha commissionato a tre compositori, chiamati a lavorare ognuno su una delle tre cantiche della Commedia, e scelti per l’affinità con la città e la sensibilità con i temi danteschi». Se la prima cantica tocca a Giovanni Sollima, con “Sei studi sull’Inferno di Dante” per coro orchestra e controtenore (la voce sarà quella esperta di Raffaele Pe), con l’Orchestra Cherubini diretta da Kristjan Järvi; il Paradiso è invece reso in musica dall’ucraino Valentin Silvestrov con le sonorità rarefatte del suo “O luce etterna”; mentre il Purgatorio è affidato al talento arcano del compositore armeno Tigran Mansurian, che Riccardo Muti dirigerà nel concerto simbolo dell’intero centenario: oltre il festival, il 12 settembre. Ma anche in occasione del tradizionale “Viaggio dell’amicizia”, il venticinquesimo, che infatti approderà a Erevan, di nuovo in Armenia.

Dante poi sarà il motore di tanto teatro di parola: gli “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia” di Chiara Guidi, nuova produzione Societas, ma soprattutto quello che doveva essere la conclusione della “Chiamata Pubblica” delle Albe, che sarà solo rimandato e invece “evocato” con la chiamata “verso Paradiso” di tutti gli attori della città intenti a leggere l’intera cantica. Sulla stessa cantica si muovono anche due attrici e registe come Elena Bucci e Chiara Muti in un nuovo lavoro, “Lumina in tenebris”.

Ancora Dante è al centro dei “Vespri” appunto “danteschi”: non più in San Vitale, ma in San Francesco, la basilica delle esequie del Poeta. Vespri che tracciano un percorso inedito attraverso i collegamenti tra l’opera dantesca e la musica, sette concerti preziosi tra Ars nova, mottetti e trovatori, tra sacro e profano, tra antico e contemporaneo.

Info: 0544 249244;
www.ravennafestival.org

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