RAVENNA. «Abbiamo cercato di declinare il programma facendo fede alla interdisciplinarità che caratterizza il Festival fin dagli esordi». Con queste parole il direttore artistico, Franco Masotti, ha introdotto quella parte del cartellone dedicata al teatro e al cinema, pur sempre con uno sguardo che mira a vedere l’arte aldilà delle distinzioni fra i generi espressivi. Con una seconda consuetudine: quella di privilegiare i talenti giovani e le risorse locali, dando spazio alla produzione artistica ravennate.
“I sommersi e i salvati” di Fanny & Alexander è il primo titolo che si incontra in questa parte di festival: uno spettacolo che fa parte del progetto pluriennale “Se questo è Levi”, al quale la compagnia ravennate sta lavorando da alcuni anni. In scena Andrea Argentieri, vincitore del premio Ubu 2019 come miglior performer under 35. In scena alla Rocca Brancaleone venerdì 26 giugno alle 21.30.
Domenica 5 luglio, alla Rocca alle 21.30, il Teatro delle Albe festeggia il decennale di “Rumore di acque”, testo di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari sul dramma degli sbarchi di migranti nel Mediterraneo. In scena Alessandro Renda e i fratelli Mancuso. «Stipati nel barcone, infradiciati, mangiati da un freddo atroce, gridano e pregano, pregano e son presi a schiaffi. Una Bibbia, un Corano inzuppati nell’acqua, lo stomaco che urla dalla fame».
Anche Menoventi è una compagnia ravennate, che dal 2005 porta avanti una propria ricerca sul linguaggio teatrale: lunedì 6 luglio porta in scena, sul palco della Rocca Brancaleone, “Buona permanenza al mondo. Majakovskij BPM”, tratto da “Il defunto odiava i pettegolezzi” di Serena Vitale, parte conclusiva di un progetto dedicato ai novant’anni dalla morte del poeta russo Vladimir Majakovskij: il 14 aprile 1930 Majakovskij si tolse la vita, sparandosi al cuore, ma quello che veramente accadde rimane avvolto nel mistero e sepolto nelle carte. Il romanzo-indagine di Serena Vitale scava in questo mistero per rendere omaggio al grande poeta.
Giovedì 9 luglio si terrà sul palco della Rocca Brancaleone una prima assoluta, coproduzione di Ravenna Festival e Festival Puccini: “Ci sono giorni che non accadono mai”, di Valerio Cappelli, con Sergio Castellitto e Isabella Ferrari, per la regia di Castellitto e con le musiche di Ennio Morricone. Parafrasando una celebre poesia di Alda Merini, Cappelli racconta una storia dell’amore ai tempi del Coronavirus, protagonista una coppia che è lontana due volte, nel cuore e nell’isolamento forzato della pandemia.
“Ravenna festival” non dimentica il cinema e presenta una proiezione di “City lights” di Charlie Chaplin (mercoledì 15 luglio alle 21.30) musicata dal vivo dall’Orchestra Arcangelo Corelli diretta da Timothy Brock, che ha restaurato le partiture originali dello stesso Chaplin. «Pensato come film muto – scrive il critico Pietro Rustichelli – ma realizzato in epoca di nascente sonoro con la possibilità di portare una musica precedentemente incisa, “City lights” presenta una colonna sonora di straordinaria modernità, capace di giocare con il sincrono nelle straordinariamente ritmate gag di Charlot, così come con un respiro romantico proprio dell’umanissima vicenda dei protagonisti».

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