A Ravenna esaurite le mascherine per difendersi dal Coronavirus

RAVENNA. Mascherine esaurite nei magazzini farmaceutici ravennati. La “psicosi collettiva” che negli ultimi giorni ha travolto l’opinione pubblica preoccupando la popolazione mondiale con la minaccia del Coronavirus cinese ha colpito anche la città bizantina, dove le persone non hanno perso tempo nel recarsi nella farmacia più vicina e acquistare le classiche maschere chirurgiche.
Maschere già popolari proprio nei paesi d’oriente, dove una complessa cultura della salute e del rispetto consiglia ad ognuno di non diffondere i “microbi” che potenzialmente potrebbero provocare un contagio su larga scala.

Una sorta di credenza popolare che da poco tempo sta prendendo una piega sempre più reale, caratterizzata da una notevole velocità di diffusione della malattia, in Cina già causa di 170 decessi su oltre 7mila casi accertati. I numeri, di per sé, non sarebbero necessariamente drammatici, ma il tasso di mortalità relativo ad individui già affetti da gravi patologie non sono del tutto rassicuranti. Il virus influenzale, infatti, spesso porta a forti complicazioni a livello polmonare in soggetti “deboli”, il cui corpo presenta difficoltà a gestire un ulteriore malanno.

Sono questi i motivi per i quali, probabilmente, i cittadini di Ravenna sono corsi alla struttura più vicina per fornirsi anche della minima protezione. «Con tutto il clamore mediatico – fa sapere Mariagrazia Conti della Farmacia Comunale n. 8 di via Fiume Montone Abbandonato – chiunque prenda un treno o debba salire su un aereo cerca di partire prevenuto. Le farmacie hanno venduto le mascherine che già avevano e, dopo un primo ordine già arrivato e terminato, ora dai depositi ci dicono che i prodotti in questione risultano mancanti. Per quanto riguarda, invece, la richiesta di farmaci antivirali o le domande sui vaccini – continua la dottoressa Conti – nulla è fuori dall’ordinario. Oramai, le notizie viaggiano precise e veloci: le persone sanno che ancora un vaccino non è pronto e che bisognerà aspettare per conoscere gli sviluppi della situazione». L’allarmismo non è quindi giustificato, ma occorre, ad ogni modo, tutelarsi quando possibile.

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