Ravenna, eredità alla badante: a processo anche la notaia

Un testamento del valore di 168mila euro, due nipoti escluse in favore di una badante e del compagno di quest’ultima, e un notaio che ha ufficializzato la validità dell’atto con una firma dell’anziano benefattore, ritenuta dubbia. A fare da cornice al lascito conteso, ora, è il tribunale di Ravenna, dove ieri si è aperto il processo davanti al giudice Cristiano Coiro a carico della colf, una 58enne di origine slovacca, accusata di circonvenzione d’incapace insieme al compagno lughese di 52 anni. Nei guai pure la notaia, una 48enne di Ravenna, che dovrà rispondere del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Il testamento inaspettato

Nel sue ultime volontà, messe nero su bianco 10 mesi prima di morire, raggiunti i 90 anni, il vecchietto aveva inserito tutti i suoi averi. Ad accompagnarlo a redigere l’atto, avevano scoperto le nipoti solo una volta passato a miglior vita lo zio, era stata la donna che prima lo aveva servito come colf e poi come badante. E con loro pare ci fosse pure il compagno della donna straniera. Solo una delle due parenti aveva poi deciso di andare a fondo sulla vicenda, sporgendo denuncia.

Solitario e sedentario, l’anziano all’epoca dei fatti viveva in una frazione della Bassa Romagna. Dal 2010 era seguito dalla stessa colf, la quale era stata incaricata via via di seguirlo in più aspetti, incombenze economiche e burocratiche comprese. Gestiva anche il suo bancomat, consapevole che qualora venisse superata una certa soglia, una delle due nipoti avrebbe ricevuto un messaggio di allerta. Eppure nulla di anomalo è mai stato notificato dalla banca, nemmeno il pagamento della parcella al notaio per il testamento, datato 13 febbraio del 2017. In quello stesso anno, due mesi prima di morire, pure il medico di base dell’uomo pare fosse stato interpellato (per qualche ragione rimasta ignota) rilasciando un certificato sulla lucidità del 90enne. Così si arriva al decesso, tre giorni prima di Capodanno. Tra le carte del lascito, scoprendo con sorpresa le ultime volontà dello zio, le nipoti hanno riconosciuto i documenti con le foto della badante e del compagno. E a quel punto è scattata la denuncia.

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