Ravenna e i daini in pineta: “Quanti ne verranno uccisi?”

Qual è la base giuridica su cui sta agendo il Tavolo faunistico provinciale della prefettura di Ravenna; perché sono state escluse le associazioni ambientaliste; perché non si è parlato in commissione del piano di controllo della volpe? è già stato attuato quello del picchio? quante saranno le perdite se saranno uccisi i daini del Lido di Classe (Ravenna) e del Lido del Volano (Ferrara) in base al Piano di controllo? Sono le richieste salienti contenute nel question time del Gruppo Misto.

Ai tanti quesiti ha risposto il sottosegretario alla Presidenza della giunta sostenendo di aver trasmesso una nota all’interrogante: «Questo atto, per il suo contenuto, è in contrasto con il regolamento dell’Assemblea, perché nel testo non c’è una domanda chiara e precisa. Nel lungo elaborato è stato formulato un quesito con 14 domande».

«Dopo anni di inerzia compare questo tavolo -ha affermato il Gruppo Misto- che non porta nulla di nuovo, ma solo una totale deregulation. E la Regione ha scelto di non avere un ruolo oltre a dire inesattezze. A partire dalla definizione del daino come specie alloctona quando invece è una specie para-autoctona».

Il Misto lamenta la mancanza di trasparenza delle decisioni del Tavolo (non previsto da norme nazionali o regionali) riguardo vari argomenti. Oltre al non aver invitato le associazioni ambientaliste, non si sarebbero portati i temi in commissione – come il piano di controllo della volpe e del picchio – né sarebbero state valutate «le possibili alternative ecologiche, di aver sottoposto tale Piano ad Ispra e di avere valutato su basi scientifiche l’opportunità di tale Piano di controllo. L’assessore spieghi se il picchio sia il responsabile delle perdite idriche e indichi le quantità di acqua persa nelle reti di distribuzione, una perdita che in Emilia-Romagna, per il 2015, è in media del 30,99%, per il 2016 del 31,12%, per il 2017 del 31,45% con punte superiori al 40%”». Inoltre, si è parlato dei daini presenti nelle pinete dei due lidi. Il Gruppo Misto vuole sapere se l’Ente Parco del Delta del Po, il quale si è detto pronto ad attivare il Piano di controllo entro i prossimi 15 giorni, «si tradurrà in un via libera immediato all’uccisione dei daini dei due nuclei di Lido di Classe e Lido di Volano contraddicendo le parole del sottosegretario alla presidenza della Giunta secondo cui – era la risposta a un’interrogazione del Misto – i daini andrebbero catturato in autunno e inverno, per rispettare il periodo della riproduzione. La giunta dovrebbe dire se intende, «piuttosto che continuare a promettere supporti e impegni a parole, percorrere con convinzione la strada dell’installazione di dissuasori efficaci, di reti di recinzione degne di questo nome, della realizzazione di attraversamenti verdi, e di tutti quegli strumenti utili ed estremamente efficaci nel garantire una concreta diminuzione dell’incidentalità stradale dovuta alla fauna selvatica. Limitati, infine, anche i danni all’agricoltura sarebbero limitati: dal 2001 al 2016, per 11 di questi anni i daini avrebbero provocato danni pari a zero e pari a duemila euro negli ultimi 5 anni nel Lido di Volano».

Nella replica, il Misto ha definito «imbarazzante la risposta. La mancanza di chiarezza non è nel mio Question time, ma nel tavolo della prefettura e nei tanti errori dei tecnici. Facile governare la complessità sparando o nascondendosi. La giunta ha avuto paura di rispondere».

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