Ravenna, due anni per il nuovo Pronto Soccorso

Un investimento da sette milioni di euro che porterà il pronto soccorso ad ampliare la sua superficie di 800 metri quadrati. I lavori sono iniziati ieri e l’ambizione è quella di terminare entro il 2024. Ravenna avrà così un pronto soccorso che, nelle parole della direttrice dell’ospedale Francesca Bravi, ha nell’umanizzazione della cura la sua chiave di volta.

L’ambizione è di avere una struttura che per usare la metafora del direttore del Pronto Soccorso, sia «un campo di gioco più grande rispetto al campetto in cui siamo oggi». Dal duemila ad oggi i dati dicono che l’ospedale ha visto crescere del 20% i propri accessi, fino a circa centomila ogni anno. Una situazione che si è aggravata con la pandemia e che ha richiesto anche correttivi con momenti di crisi molto pesanti con lunghe attese per l’entrata dei pazienti in reparto. «Abbiamo risolto alcuni problemi ma, è inutile nasconderlo, sono rattoppi. Con questo progetto agiamo in prospettiva, con l’ambizione di avere un ospedale più attrattivo per le professionalità», ha spiegato il direttore generale Tiziano Carradori ribadendo la necessità di agire a livello governativo per avere sul mercato un maggior numero di medici e infermieri.

Secondo il dottor Strada, però, il personale che è oggi in servizio nel pronto soccorso potrebbe essere già sufficiente per lavorare in quello che sarà un vero e proprio «piccolo ospedale nell’ospedale». Il pronto soccorso è organizzato su tre flussi principali: uno dedicato ai pazienti con alto rischio infettivi o da utilizzare durante il periodo di picchi, uno per i pazienti di bassa gravità, uno per quelli giudicati di media e alta intensità. Nella nuova costruzione – che avverrà in quattro diverse fasi cercando di non interferire con l’attività ospedaliera – sarà collocata l’area della media complessità e l’area da dedicare esclusivamente a pazienti covid o con malattie infettive per 32 posti, contro i 14 posti oggi disponibili. Sarà riconvertita l’attuale camera calda – dove accedono i mezzi di soccorso – in area di attesa e triage separate per percorsi ad alto rischio infettivo e percorsi “puliti” e l’area ambulatoriale a bassa intensità , dove è previsto anche l’ambulatorio da dedicare anche all’integrazione territoriale, per il quale sarà decisiva la collaborazione delle guardie mediche. Ci sarà poi una modifica impiantistica dell’area dove attualmente sono collocati i codici gialli – al fine di prevedervi l’area Obi che passa da otto posti letto a 12 posti letto secondo le indicazioni regionali, mantenendo un box isolato – e infine si prevede la conseguente rivisitazione del layout delle restanti aree del pronto soccorso per complessivi 1400 dedicate all’area dell’alta intensità con una sala operatorio per i codici rossi che può ospitare fino a quattro pazienti, inclusi i casi pediatrici. Spazio poi alla Radiologia di emergenza, al fast track ortopedico che sarà dotato di un ambulatorio chirurgico e alla zona riservata al personale.

Il progetto prevede anche un intervento al piano seminterrato, dove si prevede di collocare lo spazio per le barelle oltre che i locali tecnici e dove   in previsione il progetto di dedicare una zona allo spogliatoio del personale; tale piano seminterrato sarà  collegato mediante un ascensore che nello sviluppo futuro rappresenterà  anche il collegamento con i piani soprastanti.

Il sindaco Michele De Pascale ha sottolineato come il pronto soccorso per la città sia «tra le priorità assolute. Oltre al quanto si aspetta in attesa al pronto soccorso, è importante il come si aspetta: in questo senso è decisivo umanizzare gli spazi d’attesa».

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