Ravenna, “dopo una frattura scomposta, ci tocca usare la sedia a rotelle costruita da mio figlio”

Lei si è rotta la rotula del ginocchio destro un mese fa, frattura scomposta in cinque parti, e lui da quel giorno ha intrapreso un’odissea per procurarle una sedia a rotelle adeguata alle sue necessità: Maria Rosa Bettini e Massimino Lippi sono due coniugi di 82 e 83 anni residenti a Piangipane e chiedono che sia fornita loro una carrozzella con cui la donna possa tenere distesa la gamba infortunata. «Quella che usa adesso – spiega il marito – l’ha costruita nostro figlio». Eppure, sostiene Lippi, una sedia a rotelle l’Ausl l’aveva consegnata alla coppia «nel giro di un paio di giorni, ma non era dotata della pedana necessaria». Tuttavia, l’apposita sedia che i due avevano noleggiato in precedenza «l’ho restituita – afferma l’uomo – confidando che quella che ci doveva essere fornita sarebbe arrivata in tempi breve, come ci avevano assicurato». Da allora, il signore sostiene di avere effettuato «telefonate su telefonate agli uffici competenti: in principio avevano detto che sarebbe servita una settimana, ora che ci vogliono ancora due mesi». Dopo avere contattato anche «i carabinieri di Godo, i vigili urbani e un assistente sociale», la coppia non ha ancora trovato qualcuno che possa essere d’aiuto per risolvere la situazione, anzi, in alcuni casi, sottolinea ancora Lippi, «non sono neanche stato ricontattato da chi mi aveva detto che l’avrebbe fatto». Una situazione che per i due anziani si è fatta difficile: «Ormai – conclude Lippi – sto combattendo tutti i giorni da un mese».

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