Ravenna, dopo il racchettone il virus colpisce anche il beccaccino

RAVENNA. Una bella partita a beccaccino, oppure una a burraco o al mah jong tanto amato dai romagnoli. Non solo giochi per decine e decine di bar e circoli dei piccoli e grandi paesi che compongono la provincia ravennate, ma bensì un mezzo di socializzazione fatto di briscole e conversazioni. Le tipiche scene da bar di campagna, con quattro giovani o meno giovani riuniti attorno a un tavolo a gridare “busso”, “striscio”, “volo” quest’anno non si potranno vedere. L’epidemia da Coronavirus non ha colpito infatti solo il racchettoni o il beach volley, ma anche il grande gioco delle carte che per molti ravennati è una specie di strumento sacro e intoccabile. È attorno a un tavolo da gioco che i piccoli ravennati, guardando i nonni, hanno imparato le storie del nostro territorio, del tempo in cui c’era la guerra e di come un territorio sia cresciuto nel tempo. Ma il tavolo da gioco anche un momento di confronto sull’attualità, sullo sport, sulla famiglia. Far venire meno queste attività vuol dire “spegnere” quella che a tutti gli effetti sono le vere “piazze” dei paesi, i luoghi di aggregazione che cementano il tessuto sociale di quella campagna che negli anni è stata depredata quasi di tutto: di supermercati, di negozi, di farmacie, di servizi. In un territorio dove ormai non c’è quasi più nulla, circoli e bar – ma soprattutto le attività che queste organizzano –rappresentano l’ultima speranza di salvaguardia della nostra storia.

Tutto fermo
Come detto, però, quest’anno briscola, scala 40 e in generale il gioco delle carte, così come il mah jong, non si potranno fare. Primo perché impedirebbero di garantire il rispetto delle distanze di sicurezza ormai note e che prevedono che le persone stiano lontane tra loro almeno di un metro. Secondo perché per toccare le carte o le tessere bisognerebbe utilizzare i guanti – così da evitare qualunque tipo di eventuali contagio – ma allo stesso tempo gli oggetti andrebbero sanificati ogni volta. Impresa che sarebbe evidentemente impossibile, oltre che impensabile. Così come nei circoli di paese, allo stesso modo i giochi da tavolo non saranno consentiti nemmeno negli stabilimento balneari, dove si prospetta un estate sicuramente più fiacca dal punto di vista del divertimento.

Moto e Formula Uno
Cosa c’è poi di più emiliano romagnolo della Ferrari e delle moto? Forse proprio nulla; ed è per questo che ogni estate decine e decine di persone nel weekend si trovano assiepate davanti alla televisione dello stabilimento balneare, oppure del circolo di paese, per tifare gli automobilisti o Valentino Rossi. Uomini e donne che non si conoscono che per un’ora diventano un unico coro, pronti ad esultare all’unisono davanti a una vittoria del loro beniamino. Anche questo però non sarà possibile, come noto le aggregazioni saranno infatti impedite, il che vuol dire: niente possibilità di vedere le gare tutti insieme.

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