Ravenna, dopo il 2020 “nero” ora l’immobiliare è in netta ripresa

RAVENNA- Il centro storico è ancora la zona in cui comprare casa è più costoso (da 2.800 a3.200 euro al metro quadro per un appartamento nuovo) ma ci sono altri quartieri di Ravenna che toccano i tremila euro: San Biagio e San Rocco. Poco sotto via Vicoli (fino a 2.800 euro al metro quadro). Più staccati invece i quartieri Darsena, San Giuseppe e la zona attorno a viale Alberti, dove i prezzi per un appartamento nuovo arrivano al massimo a 2.400 euro al metro quadro. Le località poco fuori la cinta urbana (Borgo Montone, Ponte Nuovo, Porto Fuori, Madona dell’Albero, Fornace Zarattini) si attestano in una forbice variabile tra 2.100 e 2.300 euro. Nel forese, le località più costose sono Savio (2.200 euro al mq), San Michele e Godo (2.100 euro al metro quadro) mentre quelle più convenienti sono Sant’Alberto, Castiglione di Ravenna, e Savarna, con 1.800 euro al metro quadro.

I numeri sono stati presentati nella mattinatade l18 novembrea palazzo Rasponi e sono contenuti nel rapporto elaborato da Fimaa Confcommercio. «Come ampiamente previsto, dopo il “blackout” del 2020, nel 2022 il mercato immobiliare ravennate sta rientrando in una fase di crescita ordinaria – ha sottolineato Stefano Stanzani, Docente all’Università di Bologna –. Nei primi sei mesi dell’anno si è assistito ad un ulteriore aumento del numero di scambi abitativi, ma con percentuali più ridotte: la crescita percentuale rispetto al 2021 è stata del 12,6% in città e del 6,7% nei comuni non capoluogo (+9,4% nell’intera provincia). In valore assoluto, rispetto allo scorso anno, sono state vendute nei primi sei mesi dell’anno 182 abitazioni in più nel capoluogo e 111 negli altri Comuni (oltre 290 in totale)». Facendo una stima prudenziale, e ipotizzando un livello di compravendita pari a quello del secondo semestre 2021 per gli ultimi due trimestri dell’anno, le vendite residenziali 2022 in città risulterebbero 3.210 (contro i 3.028 dello scorso anno; +6%), mentre negli altri comuni si arriverebbe a 3.643 (+3,2%). Il 2021 ha visto registrare per l’intera provincia 6.559 compravendite di abitazioni, con un aumento percentuale sull’anno precedente del 40,6% (38,6% nel comune capoluogo e 42,3% negli altri Comuni della provincia).

A Ravenna si sono evidenziate nel 2021, tra le zone a migliore dinamicità la zona delle Bassette, Fornace Zarattini, Casal Borsetti. All’opposto, un mercato più statico si è registrato nelle zone più costose: Borgo San Rocco, Centro storico e Borgo Montone. Piuttosto ferme le vendite anche nelle frazioni rurali. Da notare come il Centro storico, fino al 2019 nelle prime posizioni in graduatoria, sia slittato indietro, a testimoniare una probabile maggiore ricerca da parte della domanda di spazi verdi e meno caotici. Considerando le zone più significative dal punto di vista del numero di compravendite (quota percentuale superiore al 10% del Comune) le zone con il maggior indice di intensità sono dunque state Lido Adriano – Lido di Dante (12,6% sul totale e indicatore di intensità pari a 3,94%), la cintura alla zona centrale (14,7% con indice di intensità pari a 2,87%) e la zona stadio – tribunale (16,9%). Nel 2021 il dato favorevole dell’aumento delle vendite non si accompagna ad incrementi tendenziali dei prezzi medi di vendita. Per il 2022, in base ai dati preliminari raccolti dalla rilevazione, si registra invece una ripresa dei prezzi medi: +2,9% nel capoluogo e dell’1% nei comuni minori della provincia rispetto al 2020.

Nonostante un mercato tendenzialmente in crescita, second oil presidente di Fimaa Ravenna Ivano Venturini ci sono vari ostacoli al settore: «In questo momento, purtroppo non mancano le problematiche legate all’economia: guerra in Ucraina, costi energetici e delle materie prime, tassi dei mutui in costante crescita e inflazione verso il 12%. Malgrado questo il mercato immobiliare è comunque vivace, supportato da una domanda di acquisto superiore all’offerta in vendita. Nell’anno passato le transazioni riguardavano erano soprattutto per l’usato, nel 2022 abbiamo avuto un costante aumento le vendite sulla “carta”. Le caratteristiche che richiedono i potenziali compratori sono: spazio privato all’aperto, terrazzo o giardino; aumento della superficie abitabile a disposizione, rispetto alla abitazione attuale, contesto, buona esposizione, luminosità e risparmio energetico». Ma oltre al cambio casa che ha caratterizzato il mercato negli scorsi anni, «è in costante aumento la ricerca dell’immobile residenziale come investimento. Investire in immobili ha una doppia redditività: quella determinata dall’entrata mensile dell’affitto e l’altra, che consiste nella rivalutazione del bene con conseguente “riparo” dall’inflazione».

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