Ravenna, don Luigi Spada nuovo parroco di San Pier Damiano

Don Luigi Spada è il nuovo parroco di San Pier Damiano. Insieme con San Simone e Giuda costituirà una nuova Unità Pastorale Il salesiano farà il suo ingresso sabato 23 nella Messa delle 18.

Come è stato annunciato ai fedeli nelle celebrazioni di domenica scorsa, San Pier Damiano e San Simone e Giuda si uniscono in una nuova unità pastorale. Il nuovo parroco di entrambe le comunità è don Luigi Spada, attualmente alla guida di San Simone e Giuda, che sarà affiancato da due confratelli salesiani sacerdoti, come viceparroci.


Don Spada, 60 anni, originario di Monza, avrà “il mandato di far crescere la comunione tra le due comunità con un progetto pastorale unitario” , si legge nel decreto dell’arcivescovo. Don Luigi farà il suo ingresso a San Pier Damiano sabato prossimo, 23 ottobre nella Messa che sarà celebrata dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, nella parrocchia della Darsena delle 18.


La personalità giuridica delle due parrocchie resta intatta, ma le attività pastorali, soprattutto quella giovanile e le attività formative per i catechisti e gli altri operatori pastorali, “sono chiamate a camminare insieme, sotto la guida del parroco e dei viceparroci”. Questi ultimi sono don Mario Cassanelli (74 anni, originario di Castel di Serravalle) e don Massimo Dal Ben (59 anni originario di Varese), entrambi con una lunga esperienza pastorale, ma con ruoli diversi: don Mario sarà incaricato per la pastorale generale e don Massimo della pastorale giovanile unitaria e per i due oratori, quello di San Pier Damiano e quello di San Simone e Giuda. Come viceparroco della parrocchia salesiana è stato invece nominato don Achille Minozzi.

“Camminare insieme sarà il compito di tutta la Chiesa nei prossimi tempi – conclude l’arcivescovo nel decreto -, e anche il dono e la responsabilità dell’unità pastorale che potrà crescere nella comunione, nella partecipazione e nella missionarietà solo se tutti i fedeli si lasceranno guidare dallo Spirito di Cristo e metteranno i doni e i ministeri ricevuti a servizio degli altri, nella carità”.

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