Ravenna dice sì al rigassificatore: "Ma sconti ai cittadini"

Dal consiglio comunale arriva il parere positivo al progetto del rigassificatore ravennate. Un “via libera” scontato perché, salvo alcuni distinguo, il terminal gode di pareri trasversali favorevoli tra maggioranza e opposizione. Meno annunciato è invece il tema messo sul piatto dalla maggioranza e di cui finora poco si era parlato: gli sconti in bolletta per i ravennati da applicare come ristori al progetto. Il Pd e la lista De Pascale sindaco hanno chiesto al governo di impegnarsi in tal senso, facendo proprio in qualche modo il memorandum che la Regione Toscana nei giorni scorsi ha presentato per il terminal di Piombino. Un documento, di cui in Toscana si discute in questi giorni, che chiede che nel territorio come misura compensativa siano realizzate infrastrutture, energie alternative e bollette scontate del 50 per cento per residenti e imprese. Un pacchetto che, nella sua prima stesura, prevede interventi per mezzo miliardo. «Chiediamo al governo che quanto previsto per Piombino sia moltiplicato per due e riguardi anche Ravenna», ha spiegato il capogruppo del Pd Lorenzo Margotti. Alle firme dell’esponente Dem e del collega della lista De Pascale Sindaco, Daniele Perini, si è unita quella di Andrea Buonocore (facente parte del gruppo di Perini) che con un ordine del giorno parallelo chiedeva anch’esso sconti in bolletta per tutta la cittadinanza. L’ordine del giorno chiede anche un impegno sulle rinnovabili e richiede una spinta, in questo senso, anche di consiglieri regionali e parlamentari ravennati.

Sono già previste dall’accordo con il Comune le misure compensative territoriali, ricordate in apertura dall’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte: 85 ettari di bosco che Snam realizzerà attorno all’impianto di riparametrazione del gas che sarà realizzato nei pressi di via dell’Idrovora. «Permetterà di triplicare la superficie attuale della pineta di Punta Marina», ha spiegato. Inoltre sarà discusso, come anticipato dal sindaco, un restyling del viale principale di Punta Marina Terme.

Il dibattito e le critiche

Si registrano però alcuni distinguo, anche all’interno della stessa maggioranza: Coraggiosa ha chiesto di verificare periodicamente che l’impianto sia legato effettivamente all’emergenza gas, continuando a spingere sulle rinnovabili. Ancora più critico il Movimento 5 Stelle che ritiene che il terminal, che a Ravenna entrerà in funzione nel 2024, non sia una risposta all’emergenza gas odierna. Radicale, in senso opposto, la posizione di Chiara Francesconi – eletta con il Pri ma oggi esponente di Azione – che ritiene invece come il rigassificatore sia un’infrastruttura necessaria per arrivare a quel «mix energetico» che dovrebbe includere anche il nucleare e che quindi sia necessario a prescindere dall’emergenza. Filippo Donati, della lista d’opposizione Viva Ravenna, ha criticato il percorso di partecipazione: «Non mi è piaciuto per niente, nemmeno la serata al Palazzo dei Congressi, con la claque e persone irrise quando esprimevano le loro legittime preoccupazioni. Servono compensazioni maggiori rispetto ad un viale di Punta Marina».

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