Ravenna, deruba disabile appena investito. Arrestato 35enne.

Anziché rendersi utile e dare una mano ai soccorritori impegnati a caricare in ambulanza un pedone appena investito, peraltro disabile, lo ha derubato del borsello lasciato a terra. A dare un calcio a dignità, senso civico e umanità, è stato un meccanico navale russo di 35 anni, Mikhail Ovchinnikov, sbarcato al porto di Ravenna da alcuni giorni per lavoro. Era con un gruppo di altri tre connazionali, lunedì sera, quando si è affacciato tra i curiosi che stavano assistendo ai rilievi dell’incidente. Non si fatto alcun problema ad allungare la mano verso il marsupio della vittima, nonostante sul posto ci fossero già gli agenti della polizia locale. Sono stati loro a inseguirlo, dopo aver capito che non conosceva affatto la persona travolta, mentre da sciacallo stava cercando di allontanarsi con nonchalance. Lo hanno infine arrestato per furto aggravato.

L’incidente

È accaduto intorno alle 21.30 lungo via Rocca Brancaleone. A quell’ora il pedone, un 39enne di origine polacca, residente con la famiglia a Ravenna, era stato investito da un’auto. Lui a terra, sordomuto e in difficoltà a comunicare i sintomi ai presenti; la vettura che lo aveva colpito ferma in sosta qualche metro più avanti; sul posto l’ambulanza del 118 e le pattuglie della polizia locale. Questo lo scenario nel quale si è inserito, in mezzo a un manipolo di curiosi, il marittimo russo e gli altri colleghi. Deve avere notato che durante l’operazione di soccorso, il marsupio della persona a terra era stato appoggiato su un gradino a margine della strada. Lui ne ha approfittato, riuscendo peraltro a passare agli occhi degli agenti per un conoscente del ferito.

La fuga

Lo hanno smascherato dopo pochi minuti, quando la madre della vittima, ormai caricata in ambulanza, ha chiesto alle forze dell’ordine dove fosse il borsello del figlio. Si sono guardati attorno e hanno notato che il marittimo se ne stava andando con la refurtiva in mano. Così lo hanno seguito intimandogli di fermarsi. Lui si è prima sbarazzato del marsupio, poi ha cercato di defilarsi sbiascicando qualche parola tra inglese e russo. A dargli manforte anche gli altri tre colleghi, palesemente alticci come lui, improvvisando un improbabile tentativo di convincimento affinché i poliziotti chiudessero un occhio.

Arrestato con l’accusa di furto con l’aggravante del reato commesso ai danni di un disabile, il 35enne, difeso dall’avvocato Giacomo Scudellari è stato processato per direttissima ieri mattina. Di fronte al giudice Antonella Guidomei, in accordo con il vice procuratore onorario Simona Bandini ha patteggiato 10 mesi e 200 euro di multa, libero di risalire a bordo per il prossimo porto.

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