Ravenna, dalla gestione delle aree di sosta entrano 2,1 milioni di euro

RAVENNA Dalla gestione della sosta il Comune “guadagna” un milione di euro. Lo si scopre scorrendo il bilancio previsionale del municipio in discussione in questi giorni.
La gestione delle aree di sosta, affidata ad Azimut, secondo le stime costerà nel 2022 a Palazzo Merlato 1,1 milioni di euro mentre l’incasso è attorno a 2,1 milioni di euro. I valori di entrata sono parametrati ai valori pre covid (annualità 2019) mentre le spese previste sono calcolate sulla base delle condizioni contrattuali del servizio affidato ad Azimut.
Le cifre potrebbero però cambiare perché è «in corso di valutazione un’ipotesi di revisione tariffaria che comprende anche l’eventuale estensione di nuove aree da assoggettare a pagamento». Le tariffe della sosta sono l’unico “servizio a domanda individuale” in attivo per l’amministrazione. Si tratta di servizi, nello specifico, «per i quali vengono riscosse entrate a titolo di tariffe o di contribuzioni specificatamente destinate».

Tra i servizi di questo tipo anche il Mar. Il Museo d’arte copre con le tariffe appena il 4% di quanto costa all’amministrazione. La spesa erogata per la gestione è pari a 1,3 milioni di euro mentre gli incassi previsti per il 2022 ammontano a 61mila euro. In forte calo rispetto al previsionale 2019 quando a fronte di 1,17 milioni di euro l’incasso iscritto a bilancio era 95mila euro. Nel 2022 dunque il Mar coprirà con le tariffe soltanto il 4% del suo costo, la percentuale del 2019 era esattamente il doppio.
Insieme al museo, un altro servizio che storicamente ha una copertura scarsa dalle tariffe è la piscina. A bilancio il Comune ascrive 18mila euro a fronte di una spesa di oltre mezzo milione di euro. Va però detto che per la piscina all’amministrazione viene riconosciuta dal gestore soltanto una percentuale del 3% sugli incassi totali acquisiti.
A migliorare la performance è invece l’Accademia di Belle Arti: a fronte di spese pari a 623.872 euro, la copertura da tariffe (le rette) è di 73mila euro, pari al 12%. In questo caso, a fronte di una diminuzione delle spese, la performance dell’Accademia (che copre gran parte del proprio costo da trasferimenti) è migliorata rispetto al 2019, quando le tariffe rappresentavano il 7% del totale.

Il Covid ha inciso in alcune spese, in particolare sulle mense scolastiche. La riorganizzazione dovuta alle norme legate alla pandemia hanno portato le uscite ad aumentare fin a 4,492 milioni di euro. Le tariffe incassate sono pari a 3,823 milioni di euro (va ricordato che ogni famiglia paga in base al proprio reddito Isee) per cui la percentuale di copertura arriva all’85%. Restando nell’ambito dell’istruzione, le scuole dell’infanzia comunali costano 9,7 milioni, coperti dalle tariffe degli utenti per il 15%. Il pre e post scuola (spesa prevista 597mila euro) ha una copertura del 67% mentre i Crem (241mila euro) si fermano al 33%.

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