Ravenna, “da noi diventerai un manager”. Ragazzi dirottati alle vendite porta a porta: interviene la Finanza

Reclutati attraverso inserzioni su internet in cui si prospettava una rapida crescita professionale e una carriera da manager aziendale, i ragazzi, in prevalenza italiani, si ritrovavano a operare come venditori “porta a porta” di articoli per la casa, depuratori d’aria, macchine e cialde per caffè. E indotti a sottoscrivere una scrittura privata in cui venivano nominati “incaricati alle vendite” in veste di lavoratori occasionali, di fatto svolgevano mansioni proprie di un lavoratore dipendente, non avendo alcuna autonomia gestionale atteso che dovevano partecipare quotidianamente a un meeting illustrativo obbligatorio, nel quale venivano impartite specifiche direttive non solo in ordine alle tecniche di vendita da adottare, ma anche alla pianificazione delle visite domiciliari da svolgere. Un lavoro che a volte poi spariva in poco tempo: gran parte della clientela veniva principalmente individuata tra parenti e amici dei neo assunti che, una volta esaurita la platea dei loro conoscenti, venivano allontanati e sostituiti con nuova forza lavoro secondo un piano preordinato di network marketing. E’ quanto scoperto dai militari della 1ª Compagnia della Guardia di finanza che hanno effettuato controlli nei locali dove una ditta organizzava il lavoro di decine di ragazzi utilizzati come venditori e puntato i riflettori su un giro vorticoso di giovani illusi e sfruttati per brevi periodi attraverso lo schermo giuridico di un rapporto fittizio di collaborazione occasionale, attestato da mere lettere di incarico prive di data certa e neanche comunicate all’Agenzia delle Entrate, eludendo così gli obblighi di legge in materia fiscale, previdenziale ed assistenziale. I finanzieri hanno ricostruito un elenco di ben 94 ragazzi impiegati dal 1° gennaio 2020, riqualificando il rapporto di lavoro in lavoro dipendente e contestando al titolare della ditta una “maxi sanzione” che, in questo caso, essendo calcolata sulla base del numero complessivo di dipendenti impiegati irregolarmente, è arrivata alla cifra di oltre 450.000 euro, pagabile in forma ridotta in caso di adesione al verbale.

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