Ravenna, da lunedì rifiuti porta a porta in città per 17mila utenze

Il porta a porta approda in città. Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti prenderà il via lunedì 14 marzo nelle zone residenziali nord e ovest del capoluogo. Una “rivoluzione” che interesserà oltre 17mila utenze domestiche, di cui 15mila nelle zone di Agraria, via Zalamella, via Nullo Baldini, viale della Lirica e via Missiroli, dove si passerà al sistema porta a porta misto, con raccolta a domicilio di indifferenziato e organico e raccolta stradale di tutti gli altri rifiuti. Le altre 2.200 utenze coinvolte sono quelle della zona nord (quartiere San Giuseppe, Teodorico, via Chiavica Romea e Bassette), già servite per la maggior parte dalla raccolta integrale per organico, carta/cartone, plastica, vetro e indifferenziato: in questo caso sono previsti l’adeguamento dei contenitori e alcune variazioni nel calendario di raccolta, sempre a partire dal 14 marzo.

Una novità comune a tutte le zone riguarda invece le lattine, che andranno raccolte insieme alla plastica, mentre il vetro dovrà essere separato. Questo sabato sarà possibile per l’ultima volta ritirare gli appositi kit, comprensivi di contenitori e calendario con le regole del servizio, presso il punto informativo nel parcheggio del Piazza Pietro Nenni dalle 8.30 alle 12.30: successivamente il luogo di ritiro sarà spostato, fino al 3 aprile, all’interno del CinemaCity, presso il locale dietro il ristorante “America Graffiti”. Il punto sarà aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 21 e il sabato e domenica dalle 16 alle 20. Dal 4 aprile i contenitori potranno invece essere ritirati presso le stazioni ecologiche del territorio comunale: qui potrà essere richiesta anche la compostiera, ottenibile gratuitamente se utilizzata in alternativa alla raccolta dell’organico. L’opzione dà diritto ad uno sconto di 5 euro all’anno per ogni componente del nucleo familiare, che raddoppia a 10 euro all’anno nel caso in cui si utilizzi una concimaia. I punti di distribuzione segnalati sono da considerare alternativi alla consegna diretta a domicilio, che verrà effettuata dal personale incaricato di Hera.

«L’obiettivo della riorganizzazione – commenta Gianandrea Baroncini, assessore al coordinamento politiche e investimenti per la transizione ecologica – è aumentare la raccolta differenziata per recuperare quantità sempre maggiori di materiali riciclabili, come organico, plastica, vetro, carta, che restano risorse preziose per l’ambiente. L’intento da raggiungere è il 70%, come previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti. Con il sistema stradale la percentuale di raccolta differenziata a Ravenna si era attestata intorno al 62%. Differenziare correttamente i rifiuti non è semplicemente un obbligo di legge, ma rientra in quei comportamenti sostenibili che, se effettuati da tutti, contribuiscono alla qualità della vita delle nostre città e alla valorizzazione del nostro territorio».

A Ravenna il costo dell’acqua nel 2021 è calato più che in tutti gli altri comuni capoluogo della Regione: il dato, pari a un decremento del 7%, emerge dal rapporto fornito da Atersir, le cui ricadute concrete sulle famiglie sono state analizzate dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Federconsumatori Emilia-Romagna.

Il parametro di riferimento considerato è quello dell’utenza domestica tipo, rappresentata da tre persone con un consumo medio di 150 metri cubi. Ravenna è, con Ferrara, l’unico comune capoluogo a osservare un segno negativo nei prezzi delle bollette, ma a Ferrara la percentuale risulta più contenuta, assestandosi sul -1,7%: altrove gli incrementi vanno dall’1% al 3%, con l’eccezione di Rimini, dove l’aumento è addirittura del 5,8%.

Andando a prendere in esame i prezzi delle bollette annue in numeri assoluti, Ravenna risulta la terza città meno cara (374 euro), dietro a Modena (282 euro) e Bologna (245 euro). Nelle altre province i prezzi sono superiori: 438 euro a Forlì e Cesena, 426 a Parma, 420 a Rimini, 412 a Ferrara. Poco al di sotto dei 400 euro Reggio Emilia (389 euro) e Piacenza (377).

Il discorso è differente se si guarda alle politiche sul costo della materia prima attuate dai gestori: la tariffa più bassa per la quota di consumo agevolato la registra Bologna, con 0,51 euro al metro cubo, mentre il costo più elevato per la quota di consumo eccedente spetta proprio a Ravenna, con 3,66 euro.

La città bizantina, tuttavia, risulta essere con Modena quella che incentiva maggiormente il risparmio idrico: 1 metro cubo annuo di quota agevolata costa infatti 0,58 euro, contro i 2,80 euro di eccedente, quasi cinque volte tanto.

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