Ravenna, controlli in kebab, centri estetici, b&b evidenziano irregolarità

Dagli esercizi pubblici ai kebab, dai centri estetici ai laboratori artigianali, tra febbraio e marzo sono stati “serrati” i controlli da parte dell’Ufficio Polizia commerciale e Tutela del consumatore della Polizia locale con l’obiettivo di “verificare il rispetto delle normative vigenti da parte di titolari e gestori”. Oltre 80 i servizi mirati e più di 60 le attività commerciali controllate, con un occhio di riguardo sulla verifica del rispetto delle normative comunitarie, nazionali e regionali volte alla tutela del consumatore.

Sul fronte dei pubblici esercizi, le 26 visite ispettive hanno messo in evidenza “numerose irregolarità”: due violazioni per mancata esposizione della licenza, due per mancata esposizione dei prezzi e una degli orari da 308 euro ciascuna. Altre due violazioni per occupazione non autorizzata del suolo pubblico da 173. Più salato il conto, 1.032 euro, per un’apertura senza autorizzazione e per aver effettuato un intrattenimento musicale senza certificazione di impatto acustico, 1.000 euro. Inoltre un dipendente extracomunitario non in regola con la normativa sul soggiorno è stato denunciato. In ulteriori cinque controlli i titolari avevano attivato “spettacoli danzanti non previsti” che hanno portato a quattro differenti sanzioni da 1.549 euro e a due denunce.


Sul fronte dei controlli sul rispetto del Codice del consumo, sono state individuate cinque irregolarità nei negozi dell’isola San Giovanni. Due multe da 1.032 euro per l’assenza dell’etichettatura in lingua italiana, altre due per la mancata esposizione dei prezzi e una da 4.000 euro, con sequestro della merce, per l’assenza della documentazione tecnica e della dichiarazione di conformità. Multato anche il titolare di un esercizio per aver venduto, in due momenti distinti, bevande alcoliche a minori.

Gli agenti non hanno trascurato i centri estetici e di massaggi, con sette controlli e due multe: una da 150 per l’esposizione tariffe e due da 344 per mancanza d’autorizzazione. E nemmeno kebab e pizzerie al taglio. Otto le attività ispezionate che hanno portato a riscontrare diverse violazioni: quattro da 172 euro per il mancato utilizzo del copricapo, tre per la mancanza in cucina degli idonei contenitori per i rifiuti alimentari, tre da 660 euro per la mancanza dell’elenco degli ingredienti, altre tre da 1.032 euro per violazione del Regolamento del Consumo e due da 440 euro per la mancata esposizione del cartello divieto di fumo. Infine 12 le visite nei laboratori artigianali con una sola violazione per mancanza di autorizzazione da 172 euro, mentre è andata peggio nei bed and breakfast: in due occasioni quattro violazioni da 100 euro, due per l’aumento della capacità ricettiva, una per la mancata esposizione delle tariffe e una per aver pubblicizzato l’attività mediante circuiti di prenotazione informatici in difformità a quanto previsto dalla normativa regionale.

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