RAVENNA.Sette tra medici e infermieri (su una trentina) positivi al coronavirus e otto pazienti contagiati. Numeri e dimensione del focolaio che hanno portato alla chiusura in via preventiva del reparto di oncologia del “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, come conferma il direttore sanitario dell’ospedale Paolo Tarlazzi.
Stando alla ricostruzione epidemiologica effettuata, a innescare il focolaio sarebbe stata la positivizzazione di uno dei malati oncologici, ricoverato da parecchie settimane nell’unità operativa, «accesso – spiega Tarlazzi – precedente allo scoppio dell’emergenza coronavirus in Italia».

Contaminazione che, secondo quanto delineato, sarebbe da ricondurre ad accessi esterni di assistenti individuali e familiari entrati in reparto per accudire e visitare alcuni dei malati prima che gli ingressi venissero contingentati. Considerando poi che al di là della patologia di base, la maggior parte dei pazienti in cura nel reparto è in grado di interagire con gli altri malati e di muoversi autonomamente, il virus si sarebbe poi diffuso prima ai vicini di stanza o poi a quelli delle altre camere. Ad agevolare la propagazione del covid-19, anche il fatto che nessuno abbia manifestato sintomi. Così quando venerdì scorso sono stati effettuati i tamponi e sono giunti i primi casi di positività, la direzione ha disposto il trasferimento dei pazienti e messo in quarantena domiciliare il personale medico e paramedico contagiato. «Riteniamo che nel corso di una doppia ondata siano stati otto i pazienti contagiati (alcuni dei quali già dimessi, ndr) – prosegue Tarlazzi –. I quattro positivi, tutti asintomatici, sono stati trasferiti al reparto covid post acuti; dei negativi, tre sono stati dimessi mentre uno per ragioni cliniche è stato trasferito in medicina interna».

Trasferimenti attuati nel corso del weekend per liberare il reparto in vista della sanificazione. «Abbiamo liberato il reparto e bloccato per una settimana i ricoveri in attesa di rifare il tampone nei prossimi giorni al personale in quarantena e, in caso di accertata negatività, permettere la riapertura dell’unità operativa da lunedì. Fortunatamente – rimarca Tarlazzi –, a parte casi rari di ricoveri urgenti, in oncologia le degenze sono programmate. In caso di necessità, i nuovi arrivi saranno gestiti tra il reparto di day hospital ed eventualmente l’oncologia dell’ospedale di Rimini, reparto covid free che ha dato la propria disponibilità per accogliere pazienti».
Una volta riaperto, nel reparto del “Santa Maria delle Croci” i posti letto verranno ridotti a 8. Rispetto agli attuali 14, anche le sei camere doppie verranno destinate a stanze singole «in modo tale – conclude Tarlazzi – da evitare contagi se dovesse ripresentarsi un caso di positività».

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