Ha dato un giro di chiave alla porta della camera da letto, consapevole che dentro c’era la fidanzata con la quale aveva litigato. Non ha aperto nemmeno quando lei in lacrime lo ha minacciato di chiamare la polizia. Che cosa sia passato sabato sera per la testa di un 25enne originario di Busto Arsizio ma domiciliato a Ravenna, ha provato a spiegarlo lui stesso alla polizia di Stato, prima di essere arrestato per violenza privata. Ha detto di averlo fatto per impedire alla ragazza di danneggiare i suoi effetti personali e per evitare che la discussione degenerasse ulteriormente. Per gli agenti della Volante, intervenuti attorno alle 17.30 in via IX Febbraio, quel gesto ha invece rappresentato una privazione della libertà personale della ragazza tale da configurare il reato di violenza privata.

La richiesta d’aiuto


A chiamarli era stata la ragazza, rimasta chiusa in camera da letto con il proprio cellulare. Prima di comporre il 112 aveva tentato di aprire la porta – così hanno notato gli agenti – colpendola con un attaccapanni. Era riuscita a farle un buco ma non abbastanza grande per “evadere”. In lacrime e in preda al panico, ha rifiutato le cure e ha raccontato la sua versione dei fatti. Ha detto che il fidanzato con cui conviveva era rincasato attorno alle 17 dopo avere finito il turno di lavoro. I due avevano iniziato una discussione, durante la quale lui l’aveva afferrata per un polso, tirandole anche i capelli e cercando di toglierle il cellulare. Lei avrebbe tentato di difendersi graffiandolo e rifugiandosi in camera, dove poi il fidanzato ha chiuso la serratura. Inutili i messaggi e le chiamate al 25enne per farsi aprire, così come il tentativo di smontare la serratura. Alla fine la ragazza si è decisa a rivolgersi alla polizia.
Una volta arrivata, la pattuglia ha trovato sulla porta il ragazzo, che ha subito consegnato le chiavi riferendo di avere appena chiuso la compagna in camera. Confidandosi con gli agenti, la giovane avrebbe anche aggiunto di presunte violenze subite nel corso del rapporto ma di non essere mai ricorsa a cure mediche. Motivo per il quale ora il 25enne rischia anche l’accusa di maltrattamenti. Accuse di cui dovrà rispondere davanti al giudice Cristiano Coiro. Dopo essere stato portato in questura, ieri mattina è comparso in tribunale assistito dall’avvocato Brunella Baruzzi, che ha chiesto i termini a difesa. Di fronte alla richiesta dei domiciliari presentata dal vice procuratore onorario Simona Bandini, il gip ha disposto il divieto di avvicinamento alla fidanzata e il divieto di rientrare nella casa nella quale i due convivevano.

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