Ravennati promossi a metà per quanto riguarda il rispetto delle normative anti contagio: se, da una parte, nei giorni “rossi” e “arancioni” delle festività natalizie il dato complessivo della mobilità dimostra che in effetti ci si è spostati di meno, dall’altra l’analisi dei luoghi verso i quali ci si è diretti sembrerebbe far pensare che i cenoni a Natale, Capodanno ed Epifania non siano affatto mancati.

Google mappa i luoghi

Google Maps utilizza dati aggregati e anonimi per mostrare quanto sono affollati determinati luoghi, così da identificare per esempio gli orari di punta di un negozio. «Le autorità sanitarie – scrive la società di Mountain View – ci hanno detto che questo stesso tipo di dati aggregati e anonimizzati potrebbe essere utili per prendere decisioni critiche nella lotta a Covid 19». Nel periodo tra dicembre e gennaio, gli spostamenti verso le aree residenziali in provincia di Ravenna sono aumentati del 40 per cento in tre giornate: Natale, Capodanno ed Epifania. Aumento a cui corrispondono picchi, in questo caso anche superiori al 40 per cento, di persone che si sono dirette ai negozi alimentari alla vigilia di quelle festività: le abitudini non sono insomma cambiate granché, pandemia o no. Spesa alla vigilia e poi pranzo dai parenti. Tutto consentito dalle deroghe governative, ma la dinamica conferma il sospetto sollevato più volte dai medici: i contagi in aumento negli ultimi giorni sono figli anche di quelle scelte e di quegli incontri casalinghi. Non c’è stata, in compenso, la corsa al regalo: i dati delle vie dello shopping non mostrano alcun aumento rispetto agli altri periodi.

La mobilità complessiva

Per quanto riguarda invece la mobilità complessiva, ovvero quanto ci si è spostati con l’entrata in vigore delle nuove misure, sono utili invece i dati di Enel X che ormai da primavera analizza il tasso di mobilità rispetto al periodo pre lockdown. Nei giorni festivi “rossi” la percentuale di persone che si è spostata è calata significativamente in tutta la provincia: – 87% a Natale, dato analogo a Capodanno e -81% nell’Epifania. Attorno ad una flessione del 60% la mobilità del 24 e del 31 dicembre, mentre nei giorni “arancioni” la diminuzione è stata meno sostenuta (attorno al -30%). Il 7 e l’8 gennaio, quando l’Italia è tornata “gialla” la differenza si è ridotta ulteriormente: rispettivamente -12 e -7 per cento. E gli ultimi giorni? Sarà il ritorno al lavoro e la fine delle festività ma l’11 e il 12 gennaio la zona “arancione” non ha causato un calo analogo a quello natalizio. Lunedì la mobilità è stata analoga a quella del periodo di riferimento, martedì era superiore (+4%). Insomma, le limitazioni oggi fanno meno breccia.

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