Calo generalizzato dell’occupazione e impennata della cassa integrazione (+152,8%): non poteva che presentare una sequela di segni “meno” l’analisi economica del primo trimestre di questo travagliato 2020, che comprende quel mese di marzo in cui è scattato il lockdown con chiusura totale temporanea di molte attività. Lo spaccato dell’economia ravennate tra gennaio e marzo di quest’anno emerge dalle indagini dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna sui dati Istat Forze-Lavoro.

Occupazione a picco

Le dinamiche del mercato del lavoro ravennate misurate nel primo trimestre 2020 risentono, a partire dall’ultima settimana di febbraio, delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria. Se a inizio anno si potevano vedere segnali di ripresa da Servizi (+2,9%) e Agroalimentare (+0,8%), la sofferenza ha travolto Industria (-1%), Edilizia (-0,4%) e Commercio/Turismo (-0,3%).

«Nel primo trimestre 2020 – sottolinea l’Ufficio Studi dell’Ente di viale Farini – l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una marcata diminuzione sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tali dinamiche risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, ha risentito degli effetti della crisi sanitaria che, per il 2020, porteranno ad una flessione del Pil provinciale, rispetto al 2019, pari a -9,9%».

Flessione generalizzata

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2020 il numero di persone occupate diminuisce in termini congiunturali (-532 unità, -0,3%), a seguito del calo sia degli occupati dipendenti (-0,3%), sia di quelli indipendenti (-0,2%). Il tasso di occupazione è pari al 70,3%, in diminuzione di 0,3 punti rispetto al quarto trimestre 2019.

Nell’andamento tendenziale rallenta la crescita del numero di occupati (+1,1%, +2mila unità rispetto al primo trimestre 2019), per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti (+1,6%) a fronte del calo degli indipendenti (-0,3%). E nel confronto annuo, per il dodicesimo trimestre consecutivo, a ritmi ancora più intensi, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-3,4 mila in un anno, -31%).

Dopo la diminuzione nei due precedenti trimestri, aumenta anche il numero di inattivi di 15-64 anni (+0,6 mila in un anno, +0,4%). Il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia al trimestre precedente sia a un anno prima e si associa all’aumento, anch’esso congiunturale e tendenziale, del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni.

Emergenza liquidità

Dal lato delle imprese, che segnalano, tra i bisogni più urgenti, la liquidità innanzitutto, messa a dura prova dai mancati pagamenti e dal blocco dei consumi, si registra una diminuzione della domanda di lavoro su base congiunturale, con un calo delle posizioni lavorative dipendenti, mentre aumenta, rispetto allo stesso periodo del 2019, il ricorso alla cassa integrazione (+152,8%), con 415.221 ore autorizzate tra gennaio e marzo.

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