Ravenna, cassa garantita ancora per un anno ai lavoratori di Cmc

Sarà siglato in queste ore l’accordo per la cassa integrazione per tutti i lavoratori della Cmc: una buona notizia sia per i lavoratori, che per un anno potranno contare sull’ammortizzatore sociale, sia per l’azienda, che può tirare un sospiro di sollievo nella sua esposizione economica, ridimensionata così dall’intervento statale. E nel frattempo proseguono, in giorni intensi di trattativa, gli approfondimenti da parte di Invitalia (società di completa proprietà statale, le cui quote sono detenute dal Ministero di Economia e Finanze) nel prefigurare una soluzione alla crisi della cooperativa di costruzioni. Il lavorìo – che coinvolge oltre ai vertici della società in capo al Mef anche tecnici ministeriali e i vertici della Cmc – sta interessando soprattutto un partner la cui candidatura era emersa lunedì, quando si era svolto un vertice ufficiale a Roma. Si tratterebbe di un operatore del settore, romagnolo, la cui sede però non è in provincia di Ravenna. Un profilo che porta a ipotizzare due possibili realtà: Cbr o Trevi, ma nulla di ufficiale trapela. Gli incontri starebbero proseguendo e questo farebbe ben sperare, per quanto le strade battute per salvare la Cmc rimangano due. Quella che non porta in Romagna investe Webuild, la prima opzione che fu approfondita mesi fa e poi abbandonata ma che sembrerebbe, da alcune settimane, tornata in auge.

Ieri intanto è arrivata l’ufficializzazione della Cassa integrazione staordinaria per tutti i lavoratori della Cmc. Con date differenti di partenza, ma comunque con una copertura di 12 mesi. L’accordo vede coperti parte dei lavoratori a partire da lunedì, per un anno. Altri vedranno invece partire questa nuova tranche dell’ammortizzatore sociale dal 26 settembre. La richiesta di ricorso alla Cigs era stata ribadita al Mise lunedì e ieri proprio dai tecnici del ministero dello Sviluppo economico è giunto il verbale che confermava, dopo la convocazione di ieri mattina che aveva coinvolto anche il responsabile del personale della Cmc, Guido Leoni, la possibilità da parte della cooperativa ravennate di poter accedere ulteriormente alla Cassa. A Roma infatti sono stati svolti i conteggi sulla quantità di fondi erogati, in tal senso, per gestire la crisi del Gruppo di via Trieste ma, per quanto negli ultimi cinque anni l’utilizzo fosse stato significativo, questo aveva anche incrociato il Covid e i fondi stanziati per quella specifica emergenza. A partire dal 26 settembre quindi saranno in cassa integrazione i 297 lavoratori addetti e amministrativamente in carico nelle sedi Cmc di Ravenna (145 lavoratori, di cui 105 impiegati e 40 operai), Caltanissetta (commessa itinerario Agrigento/Caltanissetta “Porto Empedocle”, 69 lavoratori), Roma (7 dipendenti) e Catania (76 addetti, divisi fra 14 impiegati e 62 operai). A partire dal 19 di settembre, invece, saranno in cassa integrazione i 47 lavoratori di Bolognetta e i 39 di Empedocle. «La conferma della cassa integrazione è una buona notizia per lavoratori e azienda – spiega Antonio Pugliese, della Feneal Uil –. Certamente poi all’incontro di lunedì abbiamo visto prospettive più concrete che in passato. Rimaniamo preoccupati, ma ora un minimo più speranzosi». Roberto Martelli di Fillea Cgil condivide il quadro: «La direzione ora sembra quella giusta, incrociamo le dita sperando che le trattative in corso si concludano, questa volta, positivamente».

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