Quattro anni dopo avere saldato la tassa di soggiorno si sono visti recapitare da Ravenna Entrate una richiesta di pagamento, lamentando un arretrato di parte dell’imposta. Eppure il Camping Rivaverde non ha mai avuto dubbi sulla regolarità dei propri versamenti. Carte alla mano, lo dimostra: nel 2018 ha documentato la propria puntualità “svizzera”, ottenendo dall’Ente che per il comune riscuote tributi e sanzioni amministrative, l’annullamento dell’intimazione a saldare i conti per un presunto ammanco di 1.693 euro, riferito al 2014. Un debito invece inesistente.

Per questo, Daniele Modanesi, direttore della società gestione campeggi, che assieme al Rivaverde di Marina di Ravenna si occupa anche del Villaggio del Sole di Marina Romea, del Villaggio dei Pini di Punta Marina e del Villaggio Pineta di Milano Marittima, non ci sta a finire nell’elenco delle strutture ricettive del territorio comunale che hanno tardato o mancato di versare la tassa, rischiando così la denuncia penale per peculato.

«La nostra politica sociale è sempre stata quella di pagare rigorosamente entro le scadenze trimestrali – aggiunge Modanesi –. Lo abbiamo fatto anche quest’anno, nonostante fosse possibile posticipare il versamento». La richiesta di saldare un conto già chiuso si deve probabilmente a un’errore nella rendicontazione di Ravenna Entrate, che dal 2013 dovrebbe seguire la comunicazione trimestrale degli incassi della tassa di soggiorno.

Cinque richieste di rinvio a giudizio

Sono anche altre le strutture alberghiere andate in subbuglio nell’apprendere che tra il 2018 e il 2019 la polizia locale ha denunciato 52 imprenditori per peculato, riscontrando irregolarità dai conteggi di Ravenna Entrate. Fra questi solo per cinque sono partite le richieste di rinvio a giudizio. Tre si riferiscono a strutture alberghiere del Ravennate. Due invece si riferiscono a quelle gestite dal noto imprenditore Maurizio Bucci, probabilmente fra i primi ad avere ricevuto la fissazione dell’udienza preliminare davanti al gup Janos Barlotti. A dicembre il giudice dovrà esprimersi sull’accusa di peculato, anche alla luce della recente disposizione del decreto rilancio, che ha stabilito che in caso di irregolarità nel versamento dell’imposta di soggiorno, il legale rappresentante debba ricevere semplicemente una sanzione amministrativa.

Frecciate nell’opposizione

Ma è anche sul piano politico che la vicenda giudiziaria connessa alla tassa turistica ha creato un certo scompiglio in un equilibrio politico pre-elettorale che negli ultimi mesi ha visto reciproche frecciate tra i gruppi dell’opposizione. Così, non è passata inosservata la mail inoltrata «per conoscenza» dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, alle redazioni giornalistiche, riportante il testo Ansa della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Maurizio Bucci. Una frecciata diretta al rinnovato impegno politico dell’imprenditore, divenuto presidente della lista civica La Pigna. E proprio quest’ultima lista civica, promotrice degli esposti sulla tassa di soggiorno, ha annunciato per venerdì una conferenza stampa che si preannuncia scoppiettante.

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