Ravenna, cambio di rotta di Patuanelli sulle estrazioni di gas

«Il Pitesai si farà e non è in contraddizione con la salvaguardia della produzione nazionale di gas, visto che questa si concentra in un numero esiguo di concessioni».
Cambio di rotta per il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dopo che alla fine del dicembre scorso aveva parlato della redazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai, appunto) come di un provvedimento che non avrebbe mai visto la luce, perché sulle estrazioni di idrocarburi si sarebbe passati ad un “decreto tombale”.
La notizia aveva messo in fibrillazione il distretto energetico ravennate, dal quale dipendono 3mila lavoratori diretti e 10mila dell’indotto, fermi da due anni proprio per la moratoria sulle prospezioni disposta in attesa della scrittura di questo piano. Lo strumento fu proposto dal governo Conte Uno e le tempistiche per la sua scrittura furono riprorogate anche dal Conte Bis, nonostante il cambio di maggioranza, essendo fortemente voluto dal M5S e sostanzialmente imposto prima alla Lega e poi al Pd. Ora, nella risposta riportata da staffettaonline.com ad una interrogazione posta alla Camera dal deputato di Fdi Galeazzo Bignami, Patuanelli vede nel Pitesai «una razionalizzazione delle concessioni upstream, che non sembra porsi in antitesi con la necessità di salvaguardare la produzione nazionale di gas e i livelli occupazionali, visto che le concessioni di coltivazione, allo stato, non solo non sono oggetto di sospensione, ma possono essere altresì prorogate». Una sostanziale apertura, quindi, e non la prospettata fine del comparto estrattivo italiano. Dichiarazioni che, secondo il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale «sono maggiormente in linea con quanto il ministro aveva condiviso nei colloqui privati intercorsi fra me e lui nei mesi scorsi – rileva il primo cittadino ravennate -. Molto meno, invece, ritrovavo il suo pensiero nella presa di posizione letta sulle pagine di Repubblica, frutto più dell’esigenza di serrare i ranghi rispetto ad alcune frange dei pentastellati».
Secondo De Pascale «per quanto il Pitesai rimanga uno strumento sbagliato, di cui non sono stati mai chiariti criteri né condizioni e che proprio per questo a mio parere non vedrà mai la luce», ora si rivedono le condizioni «per riaprire un dialogo. Anche se la confusione data dalla crisi politica – prende atto il sindaco di Ravenna concludendo – non ci consentono di prevedere chi sarà a occupare lo scranno più alto del Mise, né quello del ministero dell’Ambiente, di pari importanza in questa partita».

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