Ravenna, Brie e Attisani alle Artificierie Almagià

Questa sera dalle ore 21 alle Artificerie Almagià la Compagnia Tiresia Banti presenta “Boccascena. Ovvero sulle conseguenze dell’amor teatrale”, spettacolo che debutta in prima nazionale a La stagione dei teatri di Ravenna.

Un “gioco teatrale” nato durante il lockdown del 2020, quando un vecchio attore e un vecchio professore del teatro hanno deciso di dialogare per raccontarsi il loro eterno desiderio di vita, non senza ironia e disincanto. Un esercizio di amicizia, di fiducia, di confronto e critica del mondo, di accordo e disaccordo, che ha permesso ai due di vivere la solitudine della peste nel calore della creazione. La loro è un’amicizia ruvida, senza compiacimento né complicità, entrambi sulle tracce di un teatro necessario.

César Brie, attore, regista e drammaturgo argentino, vero e proprio “teatrante di frontiera”, incontra Antonio Attisani, studioso e professore di Storia del teatro all’Università di Torino, oltre che direttore artistico del Festival di Santarcangelo prima nel 1981 e poi dal 1989 al 1993. Boccascena è il frutto di questo dialogo: un vecchio attore e un vecchio operatore teatrale, quasi per gioco, costruiscono un canovaccio teatrale in cui il Gatto (César Brie) e la Volpe (Antonio Attisani) raccontano la loro vita.

Due uomini di teatro si incontrano per caso dopo tanto tempo, in un altrove che sembra un palcoscenico. Non se ne rendono conto, ma una figura – forse un regista, forse un custode, forse il loro erede – li guida in un flusso di memoria in cui riversano la scarsa sincerità di cui sono capaci, scoprendo di essere stati legati l’un l’altro lungo tutto il corso della vita.

«I testi di Volpe non sono stati scritti da Volpe e i testi di Gatto non sono stati scritti da Gatto – commentano César Brie e Antonio Attisani –, è tutto molto più confuso, grazie anche a ciò che è accaduto durante le prove. Scrivere il primo copione è stato un esercizio di amicizia, di fiducia, di confronto e polemica con il mondo, di accordo e disaccordo, un esercizio che ci ha permesso di vivere la solitudine della peste nel calore della creazione. E avere provato nell’illegalità e in clandestinità è qualcosa di cui i due vecchi vanitosi vanno fieri».

In scena anche Giulia Bertasi alla fisarmonica.

Biglietti da 5 a 15 euro
Info: 333 7605760; 0544 249244

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