Lezioni regolari e iscrizioni in aumento: il polo universitario di Ravenna ha iniziato il nuovo anno accademico con ottime premesse frutto di una pianificazione predisposta con largo anticipo. Mentre in giro per l’Italia, in piena estate, si pensava a recuperare il tempo perduto, dimenticando a volte sagge precauzioni, l’Università di Bologna studiava come affrontare il futuro. Grazie a corposi investimenti, si sono dotate le aule di telecamere e microfoni ambientali; sono state introdotte rigide procedure ed è stata creata una app universitaria con cui, ad esempio, si possono prenotare i posti per le lezioni in presenza. «Questi accorgimenti sono stati introdotti per affrontare tutti i tipi di scenari possibili, dai più ottimistici ai più drammatici – spiega Elena Fabbri, presidente del campus di Ravenna –. Oggi, anche in un contesto di generale peggioramento della diffusione del virus, le nostre lezioni proseguono e gli studenti possono scegliere se seguirle in presenza o da remoto. Nel mio corso, ad esempio, su 40 iscritti, 25 sono in aula, mentre 15 preferiscono frequentare da remoto. Le nuove dotazioni tecnologiche permettono di abbattere diverse barriere e in queste prime settimane abbiamo ottenuto risposte positive. Anche chi è a distanza partecipa attivamente alla lezione e grazie ai microfoni ambientali l’interazione funziona».

Le statistiche sul polo universitario ravennate dicono che uno studente su quattro ha scelto la didattica a distanza: «Il 25% degli studenti non è in aula – commenta Elena Fabbri –. È una scelta individuale e riguarda per lo più ragazzi che vivono distanti da Ravenna e, vista l’incertezza del presente, hanno preferito seguire il primo semestre da remoto. Per il secondo periodo dell’anno accademico, la percentuale di chi segue in aula è destinata a crescere perché da gennaio-febbraio dovrebbero partire i laboratori dei corsi universitari. Abbiamo infatti deciso di posticiparli nel secondo quadrimestre nella speranza che lo scenario sia più favorevole. Per ora non abbiamo registrato alcun caso di positività in aula, né tra gli studenti né tra i professori».

Elena Fabbri è in attesa di conoscere nel dettaglio il nuovo Dpcm ma è già sicura di un aspetto: «Qualsiasi siano le decisioni del Governo, non perderemo nemmeno una giornata di lezione. Anche se arrivasse lo stop, noi siamo pronti. Se ci verrà permesso, gli insegnanti saranno in aula e faranno lezione a distanza grazie alle nuove tecnologie che permetteranno di seguire al meglio. Abbiamo studiato le soluzioni per far fronte alle ipotesi più negative e non ci fermeremo, proseguiranno anche gli esami e le lauree: nessuno rimarrà indietro».
Il timore per l’anno accademico 2020/2021 era quello di una forte flessione degli iscritti a causa del Covid. Per Bologna e Ravenna non è stato così, l’ateneo registra più iscritti e così anche Ravenna. «Siamo molto soddisfatti per l’aumento complessivo – commenta la presidente del campus ravennate –. I dati precisi non sono ancora disponibili ma sappiamo già che, a Ravenna, Beni Culturali e il corso per Giurista d’impresa e delle amministrazioni pubbliche fanno registrare un ottimo +15%. Quali possono essere le ragioni di questa crescita? Gli studenti hanno premiato la chiarezza e l’intraprendenza dell’ateneo, che già quest’estate ha chiarito come avrebbe garantito lo svolgimento dei corsi e con quali dotazioni tecniche. La nostra università ha offerto certezze e per questo è stata ripagata dalla fiducia degli studenti».

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