Ravenna, battaglia bipartisan per l’antenna telefonica a Classe

Annunciano una azione congiunta col Comitato cittadino, i residenti contrari all’installazione a Classe (in parte già effettuata) di una antenna per la telefonia. E ora la loro battaglia conquista un’attenzione trasversale, con la presa di posizione di Lista per Ravenna e il question time depositato dal Pd.

Sarà la Giunta, infatti, a rispondere alla sollecitazione del consigliere Lorenzo Margotti, che già nel corso dello scorso Consiglio aveva depositato un documento che presupponeva che «come riportato dalla stampa locale, è prevista l’installazione di un’antenna, con tecnologia 5G, su un terreno agricolo ad appena 35 metri dalla prima casa del centro abitato che inizia in via Navarco, una traversa di via Romea Vecchia a Classe. Al momento è stato installato solo il palo, e non ancora le parabole». Il componente dell’assise di Palazzo Merlato interrogava così sindaco e Giunta chiedendo «se vi siano soluzioni alternative di installazione della medesima antenna in aree del territorio meno impattanti». Immediatamente prima era intervenuto il capogruppo di Lpr, Alvaro Ancisi, secondo il quale «la richiesta di installare l’antenna, avanzata da Iliad Italia, ha subìto un iter controverso e ambiguo. Partiamo dai dati base – spiegava Ancisi –. Siamo in una zona soggetta a limitazioni ambientali perché ricade nel perimetro del Parco del Delta del Po, che la classifica come zona urbanizzata. Il pennone, alto 30 metri, estende su tutte le abitazioni di via Romea Vecchia e relativo borgo le proprie radiazioni di 3 volt/metro, a cui si aggiungono i 2 volt/metro di fondo registrati in alcuni punti della zona, il tutto evidenziato dalla stessa Iliad nel suo progetto Analisi di impatto elettromagnetico». Anche Ancisi quindi interroga il sindaco De Pascale «premettendo che le risposte attinenti al Parco del Delta potranno essere acquisite anche tramite il consigliere comunale e provinciale di Ravenna Andrea Vasi, membro del comitato esecutivo dell’Ente, delegato a questo incarico dal sindaco stesso in veste di presidente della Provincia. Il Parco del Delta aveva espresso parere contrario al rilascio dell’autorizzazione richiesta da Iliad, motivandolo con l’esistenza di soluzioni alternative a quella di progetto. Avendo constatato che l’installazione dell’antenna sarebbe avvenuta in adiacenza ad un impianto già esistente, l’Ente aveva invitato il gestore telefonico ad orientarsi su una soluzione alternativa o a dimostrare che non ne esistessero. Non risulta però che ciò sia avvenuto. Si chiede dunque perché il Parco non abbia controbattuto al successivo parere favorevole della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, risultato determinante per la concessione dell’autorizzazione». Nel parere di Ancisi poi «si sarebbe potuto utilizzare un’antenna già presente a 500 metri di distanza presso il campo sportivo, nel quale sono peraltro utilizzabili e disponibili in via esclusiva per Iliad altri tre tralicci». Un dibattito che, stante un volantino diffuso in questi giorni nella località, fa presumere ai cittadini mobilitatisi di aver «fatto i passi giusti. Abbiamo contattato tecnici e specialisti e qualcosa si sta muovendo, siamo forti anche dell’appoggio del Comitato Cittadino che era, anche lui, completamente all’oscuro di ciò che stava succedendo a Classe».

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