Tutta colpa di un parcheggio. Per l’esattezza un’auto sul marciapiede, che impediva il passaggio di una sedia a rotelle. È stata la classica scintilla che ha acceso una discussione come tante. Tutt’altro che ordinari sono i protagonisti della lite finita nei giorni scorsi in tribunale con un processo per lesioni personali aggravate: si tratta di due anziani, che se le sono date reciprocamente senza badare al fair play, per poi denunciarsi a vicenda. Alla fine, al banco degli imputati ci è finita una 70enne, accusata di avere picchiato con un bastone da passeggio un 79enne con disabilità motorie, che poco prima aveva segnalato alla municipale la sosta “selvaggia”.

L’auto multata

Era stato l’anziano a chiamare la municipale, una mattina dell’antivigilia di Natale di due anni fa. Uscendo di casa in zona di viale Randi, aveva trovato il marciapiede parzialmente occupato da una vettura. Per la sua carrozzella elettrica era impossibile passare per raggiungere la discesa. Così aveva contattato la Polizia locale, che giunta sul posto aveva giustamente sanzionato il veicolo. Gli agenti avevano aiutato l’anziano a scendere lo scalino e lui aveva proseguito per la sua strada. Al ritorno, però, era stato raggiunto dalla 70enne, evidentemente consapevole della segnalazione fatta dal disabile.

Insulti, schiaffi e bastonate

La discussione era degenerata. Così si evince dalle reciproche denunce fatte nei giorni seguenti, con tanto di referti medici del pronto soccorso. Sette giorni per il 79enne, cinque per la 70enne. Il primo aveva sostenuto in querela di essere stato colpito con pugni, schiaffi calci e graffi, anche all’altezza del pacemaker, aggiungendo anche di essere stato percosso con il suo stesso bastone da passeggio, sottrattole dalla donna. Quest’ultima, invece, aveva riferito di avere tentato di spiegare all’anziano che l’auto sarebbe rimasta parcheggiata in divieto solo per qualche istante, giusto il tempo di consentire alla nuora di eseguire un’iniezione di insulina al compagno, ma di essere a sua volta stata aggredita, prima a insulti, poi ricevendo addosso un mazzo di chiavi e una bastonata sul volto. Aveva riferito di avere reagito, sì, ma solo con uno schiaffo.

Per questa ragione si è opposta al decreto penale di condanna ricevuto a inizio anno. Difesa dall’avvocato Nicola Laghi, dopo una serie di rinvii dovuti all’emergenza sanitaria, dovrà comparire in tribunale, nel corso del processo che ha visto il 79enne (assistito dall’avvocato Mauro Faccani) costituirsi parte civile.

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