Ravenna, via al bando da 250 milioni per l’Hub portuale

Ravenna, via al bando da 250 milioni per l'Hub portuale
L'incontro per l'illustrazione del progetto (foto Massimo Fiorentini)

RAVENNA. “Siamo in griglia di partenza per il progetto Hub portuale”. A Ravenna, dopo la pubblicazione del bando di gara da 250 milioni di euro “al massimo a settembre” scatteranno i lavori di escavo e realizzazione delle banchine e delle aree per la logistica, che dovrebbero durare dai sette agli otto anni e mezzo a seconda di quante casse di colmata verranno utilizzate per stipare i 4,7 milioni di metri cubi di sedimenti. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Daniele Rossi, non esita a definirlo “un traguardo storico”, per il raggiungimento del quale è “sempre stato fiducioso”, nonostante “critiche sterili” da un lato e “spossanti procedure di autorizzazione” dall’altro. Ora per il “nuovo porto dell’Emilia-Romagna” si deve “correre ancora per cercare di recuperare tempo”. Mantenendo quella coesione dimostrata da tutta la comunità portuale. Con il bando si cercherà il “miglior contrattista possibile. La parte difficile inizia ora, per questa svolta epocale non possiamo sbagliare nulla”.

Il progetto
A illustrare le caratteristiche del bando alla stampa sono gli ingegneri Fabio Maletti e Matteo Graziani. Ritornando all’empasse dell’agosto 2015, quando il progetto sembrava davvero a rischio tra indisponibilità delle aree e procedimenti giudiziari. La cosiddetta “stagione delle casse di colmata a mare”. La “svolta” con il progetto definitivo arriva nel 2017. Il 15 settembre viene ripresentato al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il nuovo progetto definitivo, approvato a ottobre dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e a febbraio 2018 dal ministero dell’Ambiente, cui segue il via libera del Cipe. In questo ultimo anno, tra le diverse azioni messe in campo, è stato finalizzato il mutuo Bei da 120 milioni di euro con la prima e seconda tranche, inoltre è stato finalizzato il contratto Inea per un contributo fino a 37 milioni. Con i terminalisti è stata definita la divisione temporale dei lavori per garantire l’operatività ed è andato a gara per 1,1 milioni di euro il monitoraggio ambientale. Infine è stata acquisita l’area banchina per il nuovo terminal container. Il progetto prevede di scavare 4,7 milioni di metri cubi, 1,3 in avamporto, che andranno a mare e in ripascimento, dove si arriverà a 13,5 metri di profondità; 3,4 nel canale, dove si andrà dai 10 metri della zona crociere a 11,50 e 12,50 metri. Verranno inoltre realizzate nuove banchine per un chilometro in destra canale e consolidati 2,5 chilometri in sinistra canale. Con il nuovo terminal container ci saranno dunque 150 ettari di terreno trasformati in zona logistica al servizio del porto. I sedimenti, fino a 900.000 metri cubi finiranno nella cassa di colmata Nadep, per la quale il 2 ottobre scorso è stata firmata l’autorizzazione allo svuotamento. Verrà riempita e svuotata “altre cinque volte nell’appalto”. Per quanto riguarda il bando il contraente dovrà garantire la progettazione esecutiva, costo 1,7 milioni di euro, entro 180 giorni. Per i lavori con una sola cassa sono previsti 3.101 giorni, per le banchine 1.900, e una spesa di 196 milioni di euro, con 1,2 di oneri di sicurezza. I giorni scendono a 2.552 utilizzando le altre due casse di via Trieste e del centro direzionale. Dunque il cronoprogramma prevede, dopo la pubblicazione del bando di gara, nel prossimo febbraio il termine di presentazione delle offerte, a giugno l’aggiudicazione e ad agosto il contratto e l’inizio della progettazione.

I commenti
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, presente in città, ha parlato per l’annuncio della pubblicazione del bando di gara per il progetto dell’hub portuale ha parlato di “giornata straordinaria” e rimarcato i risvolti occupazionali: “abbiamo fatto squadra e il bando segna una svolta per il porto della regione”, andando a garantire anche “qualche migliaio di posti di lavoro in più”. Raggiante il sindaco Michele De Pascale che ora si aspetta “un cambio di passo anche da parte di Anas e Rfi. Non è più accettabile aspettare anni per spendere soldi già messi a disposizione”. Di certo, aggiunge, “questa mattinata è attesa da tempo”, anticipata da “momenti di difficoltà e tanti step”.

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