Sono stati banditi dalle spiagge di tutta la costa della provincia. È questo il “succo” del provvedimento che il giudice Antonella Guidomei ha disposto nei confronti di una coppia di giovanissimi fidanzati, arrestata sabato dai carabinieri dopo avere tentato di rubare un borsello da un ombrellone del Bagno Perla di Punta Marina. Ieri, nell’udienza per direttissima, il magistrato ha accolto con il divieto di dimora e permanenza nella provincia di Ravenna e l’obbligo di firma due volte a settimana, la richiesta del vice procuratore onorario Pietro Plachesi, che aveva rimarcato il pericolo che i due ragazzi tornassero all’opera tra gli ombrelloni una volta rimessi in libertà.

Dunque niente mare per Saif Ben Hlele, tunisino d’origine e 18 anni compiuti lo scorso gennaio, e per la 19enne Francesca Anna Schiavi, originaria di Ferrara ma residente assieme al fidanzato a Bologna. Quest’ultima aveva a sua volta ricevuto lo stesso divieto dal tribunale di Rimini, dove giusto il mese scorso aveva patteggiato 4 mesi sempre per un episodio di furto aggravato.

Si erano finti turisti

I due avevano architettato una strategia inedita: lei faceva finta di scattare foto mentre lui adocchiava gli ombrelloni per cogliere il momento più opportuno per allungare la mano e arraffare il possibile. Lo ha fatto con un porta sigarette con dentro pacchetto e accendino. Il gesto però non è sfuggito a un altro bagnante, che dal proprio ombrellone ha notato la scena e ha avvisato subito il bagnino. Quando lo straniero si è visto scoperto, ha lanciato il borsello sotto l’ombrellone dal quale lo aveva rubato. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri della Stazione di Marina di Ravenna, che hanno arrestato entrambi i giovani per furto aggravato.

Ieri nell’aula del tribunale, la giovane ha cercato di spiegare il lancio del borsello asserendo che fosse solo un gioco, salvo poi avvalersi della facoltà di non rispondere. Giustificazione alla quale il giudice non ha creduto, in particolare alla luce dei precedenti di polizia specifici accumulati da entrambi i giovani, e per il fatto che risultano tutti e due disoccupati (lui fa il parrucchiere in nero per un’attività cinese, e anche lei, donna delle pulizie, non ha un’occupazione in regola). Ora, difesi dall’avvocato Giorgio Vantaggiato, dovranno stare alla larga dalla provincia, ma soprattutto dalle spiagge del Ravennate, almeno fino a settembre, quando ci sarà il processo.

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