Ravenna, Atlantide e le sfide vinte grazie alla qualità

Trent’anni di impegno sul fronte della divulgazione culturale e della coscienza ambientale, poi giunge la pandemia. Il timore è quello di una battuta d’arresto e invece il piano di rilancio della cooperativa Atlantide, pensato prima dell’emergenza Covid, riesce sin dal 2020. E ora il 2022 sembra essere più florido di un 2021 concluso in cospicuo attivo. «Ci siamo accorti che i due fronti su cui spendevamo le nostre competenze da tre decadi, ovvero educazione e gestione dei parchi tematici, erano entrambi ricettivi nei confronti della sensibilità su cui abbiamo vocato la nostra ragione sociale: il rispetto ambientale». A parlarne è il presidente dell’azienda cervese, Massimo Gottifredi che rileva come «se decidi di concederti un momento di riposo, lo desideri in un luogo salubre, aperto, dove percepisci una coscienza ambientale di chi lo gestisce. Se invece – prosegue il numero uno di Atlantide – promuovi un approfondimento educativo ai tuoi studenti, ricerchi competenze riguardanti la sostenibilità». Ad Atlantide, pertanto, è riuscito facile farsi interprete del progetto di Hera sulla Grande macchina del mondo, che ha portato nelle scuole l’importanza del riciclo dei rifiuti, del risparmio energetico, della sostenibilità come cardine su cui improntare la società. Così come far passare, con un progetto finanziato da Conad, i concetti di consumo consapevole e controllo dello spreco alimentare. E portare sui banchi degli istituti, patrocinati da Rilegno, la consapevolezza di quanto la materia prima più naturale sia preziosa e quanto vada riutilizzata.

Impegno in parchi e musei

Parallelamente c’è la gestione di parchi e ambiti museali: «Il nostro circuito, AmaParco, conta una ventina di centri. Erano 19 fino ad ora, ma a luglio verranno attivati altri punti, per effetto di gare vinte nel frattempo – prosegue Gottifredi -. Vediamo con piacere come le Amministrazioni rifuggano, sempre più, il concetto di massimo ribasso. E apprezzino i progetti di cooperazione con gli operatori locali, l’apertura delle strutture all’innovazione. Non più la mera garanzia di guardianìa e pulizie». Un approccio che rende possibile «un ulteriore passo, che noi vediamo come modello a cui tendere. Sullo stampo di quanto si è sperimentato con successo a Bergamo con l’ex Monastero del Carmine. Una fattiva partnership pubblico-privato, con una co-progettazione di lungo termine, anche ventennale, che spinga il gestore a investire. Con ritorno qualitativo percepibile dall’utente».

Spirito cooperativo

Programmazione e forniture, nella concezione di Atlantide, sono peraltro sempre, quando possibile, «in collaborazione con altre cooperative. E’ una risorsa di cui abbiamo capito l’importanza in pandemia: l’ambito cooperativo ci ha consentito il reciproco sostegno, ma anche l’attingere ad un’intelligenza ed energia collettiva». L’elemento qualitativo, nella gestione di parchi e ambiti museali, è anche figlio di un approccio: «Nel momento in cui prendiamo in carico una struttura, ci sforziamo per farle raggiungere gli standard utili all’accreditamento come Museo di qualità», prosegue il ragionamento la vicepresidente di Atlantide, Francesca Fabbrica. E’ un procedimento complesso, che deve presupporre rispondenza a canoni qualitativi in materia di organizzazione, allestimento, modalità di promozione, presenza sui social e sul web in generale.

Obiettivi raggiunti

Direttrici rispettate dalla Delizia Estense del Verginese (Portomaggiore, Ferrara), dalla Rocca di Riolo Terme (Ra), dall’Idro-Ecomuseo delle Acque di Ridracoli (Fc), dal Museo civico archeologico di Verucchio (Rn), nonché dal Giardino delle Erbe officinali di Casola Valsenio (Ra). Tutti gestiti dalla coop Atlantide: «La nostra presenza nella gestione di uno spazio è vettore del riconoscimento alla struttura di questo riconoscimento – rileva Fabbrica -. Ora stiamo lavorando per l’accreditamento di diverse strutture tra cui Casa delle Farfalle di Milano Marittima. Pensiamo che il concetto di ecomuseo e la presenza di una collezione, benché formata da esseri viventi, sia equiparabile a qualsiasi altro concetto di mostra». Una visione che è portata avanti anche nel segno della parità di genere: «Siamo una cooperativa prevalentemente femminile – spiega ancora la vicepresidente di Atlantide -, il 70 per cento di soci e lavoratori è donna. Per questo, oltre ad un’attenzione al linguaggio di genere, abbiamo promosso un vero e proprio welfare aziendale. Che per i dipendenti si traduce nella possibilità di avere un ristorno in servizi sociali da parte di un ente bilaterale a fronte di una piccolissima trattenuta in busta paga». Per i soci il vantaggio è maggiore: «Stabiliamo una quota annuale da spendere in una piattaforma di welfare – conclude Francesca Fabbrica – che si può tradurre in spese mediche, carburante, quota all’asilo o al centro estivo. Un elemento che conferisce valore al concetto di cooperazione».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui