Ravenna, arte e solidarietà: opere all’asta per il Quake

Quando era entrato in quello spazio per un workshop era rimasto folgorato, dall’esperienza umana, dagli stimoli ricevuti. E così ha deciso di dedicare al Quake l’ultima parte di un progetto artistico cui ha rivolto gli ultimi otto anni di lavoro. Lo fa con un’asta di beneficenza sulle proprie opere, che si rivela un gran successo: vengono raccolti più di 5mila euro. Del resto Luca Barberini, artista ravennate, circa due anni fa, era stato incaricato di coordinare lì un laboratorio finanziato dalla Fondazione Del Monte. Coi ragazzi frequentatori del centro di aggregazione giovanile aveva realizzato un mosaico, ora all’interno degli spazi di via Eraclea. Cinque incontri che non erano nati per caso: «Un giorno, era il 2019, passo da via di Roma e vedo il laboratorio Koko Mosaico. Colpito dalla vivacità di via di Roma 136 decido di entrare, e di presentarmi. Ne è nata una collaborazione importante». A parlare è Mirco Battistini, da più di 13 anni educatore del Quake attraverso Progetto Crescita, soggetto incaricato dal consorzio Selenia sotto l’egida dell’assessorato alle Politiche giovanili. Battistini spiega come «tra Luca e i ragazzi è nata un’alchimia particolare. Da noi non è come a scuola che devi seguire un corso obbligatoriamente – prosegue l’educatore –. Potevano andarsene quando volevano. E invece i ragazzi erano molto coinvolti, ed il risultato è stato davvero significativo, descrittivo delle vite che in questo centro si incontrano». Ma quanto riceve Luca Barberini è ancora più importante: «Ritirando il compenso per il laboratorio ero quasi in imbarazzo, perché l’esperienza mi aveva arricchito moltissimo – spiega il mosaicista –. Ho conosciuto i frequentatori, ragazzi dagli 11 ai 17 anni. Spesso non sono molto seguiti dalle famiglie, alcuni vivono in dieci in un appartamento. Sono di tutte le etnie: due mi hanno raccontato di essere giunti qui dopo un viaggio in barcone. Al Quake fanno i compiti, socializzano, in maniera sana». E così prende forma l’idea di dedicare le ultime dieci “finestre” del progetto “Via di Roma 136” al centro: «Di immaginifiche visioni dalla finestra del mio studio (fisicamente delle formelle in mosaico, ndr), ne ho realizzate ben 2mila – ricostruisce Barberini –. Mercoledì abbiamo messo all’asta quelle numerate da 1991 a 2000, appunto». Per l’evento il Quake diventa un atelier: «Avevo stampato su enormi poster le foto di tutte le finestre realizzate e finito l’allestimento abbiamo fatto una merenda coi ragazzi. Erano molto colpiti dalla forma che aveva assunto il Quake quel giorno e mi hanno fatto un sacco di domande sul mio lavoro di artista, sbalorditi del fatto che io potessi viverci – sorride Barberini –. Poi in serata, col centro chiuso e coi battenti aperti per i collezionisti, abbiamo avviato l’asta, con Lorenzo Ferruzzi battitore d’eccezione. Era possibile partecipare anche in diretta Instragram». Il prezzo delle ultime finestre vendute da Barberini era di 300 euro, quindi la base d’asta era di 200 euro a pezzo: «Lorenzo è stato bravissimo – assicura l’artista ravennate –. Le abbiamo vendute tutte e quattro sono andate all’estero, tra Germania, Florida e Portorico. Proprio per l’ultima, giunta nell’isola caraibica, c’è stata una vera bagarre ed il compratore se l’è aggiudicata a 1.600 euro». E ora la destinazione del ricavato sarà decisa insieme: «Faremo una riunione coi ragazzi. Abbiamo moltissime attività in piedi e in divenire. Oltre al doposcuola, vari laboratori, una webradio, una serata che comprende anche i maggiorenni fino ai 23 anni per offrire loro intrattenimento sano, e tanto altro. La struttura ora è in buone condizioni e ha servizi importanti, come un campo da basket regolamentare. Di idee però ce ne sono varie – assicura Battistini –. Ne presenteremo una rosa all’Amministrazione, che poi deciderà quale sarà realizzabile».

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