In carcere la banda dei bancomat. Nel corso della notte e della mattinata del 27 gennaio i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ravenna hanno eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico 8 persone che tra il gennaio e il settembre scorso si sono rese responsabili di numerosi assalti ai danni di sportelli atm di istituti bancari delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e non solo, con la nota tecnica della “marmotta esplosiva”, cagionando ingenti danni strutturali e realizzando complessivamente un bottino di circa 100.000 euro.

L’indagine, già in atto, ha subìto un’accelerazione il 4 luglio quando i malviventi hanno fatto esplodere uno sportello bancomat di San Pietro in Vincoli; nella circostanza, l’accurato sopralluogo e le indagini condotte in sinergia con i colleghi dell’Arma di Cervia consentì di individuare il veicolo con il quale i malviventi erano giunti nei pressi dell’obiettivo. Da lì gli accertamenti hanno poi portato a individuare il gruppo di “pendolari del crimine” composto da campani e foggiani. Un primo freno all’escalation criminale è stato messo il 12 settembre all’atto dell’arresto in flagranza di 6 di essi operato dal Nucleo Investigativo di Ravenna con i colleghi di Rimini, subito dopo aver eseguito il tentato furto alla banca di Credito Cooperativo ravennate e forlivese di Mezzano, nonché fatto esplodere lo sportello ATM Unicredit della medesima località. Nella circostanza, sono stati sequestrati attrezzi da scasso, centraline per il furto di veicoli, abbigliamento vario atto al travisamento, nonché recuperata e restituita la somma di circa 8.000 euro. Le indagini hanno poi permesso di ricollegare al gruppo anche gli assalti del 18 gennaio a Mensa Matellica (11.000 euro il bottino), del 20 giugno a San Zaccaria (tentativo andato a vuoto), del 20 giugno a Cesena (45.000 euro), del 4 luglio a San Pietro in Vincoli (18.000 euro), del 22 luglio a Coriano (8.500 euro), del 2 settembre a Mezzano (8.000 euro) prima di quello sempre a Mezzano del 12 settembre che ha segnato la fine delle scorribande. Al termine dell’attività d’indagine, il gip Corrado Schiaretti, concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dalla polizia giudiziaria coordinata dal sostituto procuratore Stefano Stargiotti, ha emesso una misura restrittiva a carico di una 33enne di Rimini di origini campane e 7 uomini di Foggia (di cui uno dimorante nel Modenese) tra i 30 e i 49 anni rinchiusi nei penitenziari di Ravenna, Forlì, Modena e Foggia.

Argomenti:

bancomat

banda

cesena

Foggia

marmotta

ravenna

rimini

romagna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *