Ravenna, anche un maiale gigante nella protesta di Greenpeace alla Bunge

Presidio di Greenpeace questa mattina a Ravenna davanti allo stabilimento Bunge in via Baiona. Un’azione di protesta nel porto di Ravenna, come si legge nel volantino distribuito dai manifestanti, per puntare il dito “contro la massiccia importazione di soia che arriva in Italia in gran parte destinata agli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi. Nel porto di Ravenna transita la metà della soia importatata nel nostro Paese. La protesta coinvolge quindi la Bunge, una delle più grandi aziende di importazione di materie prime, inclusa la soia”. I circa 15 attivisti hanno anche esposto un maiale gigante, costruito con legno riciclato e iuta. La protesta andrà avanti per tutta la giornata.

Il comunicato di Greenpeace

Ecco la nota emesa da Greenpeace. “Da stamattina all’alba attivisti e attiviste di Greenpeace stanno portando avanti una spettacolare protesta nel porto di Ravenna contro l’importazione di soia che arriva nel nostro Paese, impiegata soprattutto come mangime per gli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi italiani.

La protesta ha coinvolto lo stabilimento di Bunge Italia Spa, succursale di Bunge Limited, una delle più grandi e note compagnie dedicate alla produzione e al commercio internazionale di materie prime agricole, inclusa la soia. Nel porto di Ravenna arriva circa la metà della soia importata nel nostro Paese.

Gli attivisti, provenienti da diversi Paesi europei, hanno scalato i silos usati per stipare tonnellate di mangimi e hanno aperto due grandi striscioni: il primo con un’immagine di quasi 200 metri quadrati raffigurante degli animali in fuga da una foresta in fiamme, il secondo con la scritta “Soia che distrugge le foreste”.

L’azione è ancora in corso e gli attivisti di Greenpeace stanno dipingendo su uno dei silos, alti circa 30 metri, la scritta “Contiene foreste”. Un secondo gruppo di attivisti, con l’impiego di un maiale gigante in legno riciclato e iuta, ha invece sbarrato l’ingresso principale dello stabilimento di Bunge, incatenandosi a uno dei cancelli e mostrando uno striscione con la scritta “Soia per mangimi = Deforestazione”.

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