Ravenna, alunni in calo e restano le classi pollaio

Ancora non è noto il numero di insegnanti che andranno a comporre l’organico delle scuole della provincia di Ravenna per il prossimo anno scolastico, intanto le organizzazioni sindacali di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals della provincia di Ravenna, dopo l’incontro di ieri con i dirigenti dell’Ufficio scolastico territoriale rilanciano fornendo i dati delle iscrizioni per ogni ordine di scuola, con un calo importante nella primaria. Rimane poi lo spettro delle classi pollaio per le quali i sindacati chiedono 18 – 20 allievi per classe.

I numeri

Al momento i dati in continua evoluzione, fotografano un calo importante nel primo ciclo e un leggero aumento nella scuola secondaria di secondo grado. La scuola dell’infanzia registra un segno meno pari a 83 unità di iscritti rispetto all’attuale anno scolastico; lasceranno le classi quinte di scuola primaria 3.270 alunni ed entreranno in 2.779 nelle prossime classi prime; anche in questo caso il saldo negativo nelle iscrizioni rispetto all’anno in corso è pari a meno 122. Negativo anche il trend della scuola secondaria di primo grado che avrà un calo di iscrizioni di 96 unità con una differenza tra gli alunni uscenti di terza e quelli entranti nelle future prime pari a meno 121. Per la scuola secondaria di secondo grado invece il saldo risulta positivo, escono dalle attuali classi quinte 2783 studenti ed entrano nelle future prime in 633.

No classi pollaio

Il nuovo governo promette stabilità mentre i sindacati chiedono di superare il precariato, intanto nonostante la pandemia in atto, il riferimento normativo per il numero di alunni per classe, rimane quello del 2009. «La norma prevede infatti per la scuola dell’infanzia sezioni con 26 bambini; per la scuola primaria 25, elevabili a 26 ma anche a 27 se ci fossero dei resti; secondaria di primo grado 27 alunni ma si può arrivare a 28 con i resti e infine per la scuola secondaria di secondo grado non meno di 27 allievi per classe, elevabili fino a 30». Da qui la richiesta di un organico adeguato per classi da 18 – 20 unità. «É impensabile riuscire a mantenere standard elevati di offerta formativa con un esagerato numero di studenti per classe e contemporaneamente garantire il primario diritto alla salute visto il contesto pandemico che ci travolge. É chiaro e lampante che più alunni si mettono nelle classi, meno risorse economiche servono per formare gli organici. Il ministero ha stanziato risorse aggiuntive per personale docente aggiuntivo precario e per personale Ata, ma la scuola non deve vivere di incertezza e temporaneità».

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