Mancava all’appello questa circostanza, oggetto delle polemiche e delle perplessità sollevate dai genitori, contrari al fatto che in seguito al riscontro di una positività in classe, i compagni dell’alunno contagiato vengono sottoposti a tampone ma debbano andare comunque a lezione anche se non hanno ricevuto l’esito del test. Col rischio di scoprire solo in un secondo momento altri casi di contagio.

Uno scenario che si è verificato alle scuole medie Luigi Varoli di Cotignola, dove martedì scorso erano stati sottoposti al tampone i ragazzi di quattro classi oltre a qualche docente. Come prevede il protocollo, già dal sabato precedente erano stati invitati a seguire le lezioni in classe. Un ordine che non tutti i genitori hanno recepito, giudicando un po’ frettolosa la scelta, preferendo aspettare almeno il responso. Purtroppo però il padre di uno dei ragazzi a scuola è stato costretto a precipitarsi a prendere il proprio figlio poiché nel frattempo era arrivato l’esito del tampone. Che era positivo.


In poche ore la notizia fa il giro delle chat di gruppo delle classi e la rabbia aumenta; non solo quella dei genitori dei compagni, ma anche di quelli delle altre sezioni, preoccupati che questa prassi sia consolidata.
«Posso capire i sentimenti delle famiglie – risponde il dirigente, Paolo Taroni –, però questo è quanto prevede il protocollo vigente dell’Ausl. Non trovo sbagliato il suggerimento di tenere a casa i bambini fino all’esito del tampone, anche perché l’enorme mole di lavoro nei laboratori potrebbe far tardare qualche esito – conclude – però va sottolineato che la sicurezza interna alle scuole è massima e finora non si è mai verificato un contagio interno, perché se tutti i protocolli sono rispettati il rischio è probabilmente pari a zero».
Alessandro Casadei

Argomenti:

alunno

classe

coronavirus

positivo

ravenna

tampone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *