I dati del traffico portuale di agosto certificano come il “rimbalzino” di luglio, con il 2020 migliore del 2019, fosse dovuti soprattutto al pessimo andamento del movimento merci di quel mese nello scorso anno. Ad agosto l’anno in corso torna ad essere pesantemente in rosso rispetto a 12 mesi fa: sulle banchine del Candiano sono transitate 1,55 milioni di tonnellate. Mezzo milione in meno rispetto ad agosto 2019: un calo del 23,2%. Proiettato sui primi otto mesi dell’anno, la flessione è pari al 17,4%. Tra gennaio ed agosto 2020 sono state movimentate 12 milioni di tonnellate contro le oltre 15 del 2019. Male anche i container: -11,1% rispetto allo scorso anno, concentrati sui contenitori pieni (-12%).

Rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate) – con una movimentazione pari a 11.740.846 tonnellate – sono calate del 18,8%. I prodotti liquidi, con una movimentazione pari a 2.716.237 tonnellate, hanno registrato una diminuzione dell’11% (335 mila tonnellate in meno).

Non hanno avuto in particolare seguito i buoni segnali del comparti agroalimentare registrati ad agosto: si registra una nuova brusca frenata. Autorità portuale sottolinea che «incide, innanzitutto, la contrazione della movimentazione delle farine che, dopo l’ottima performance di luglio, in agosto sono di nuovo in calo (-36,5%), pur senza perdere il segno positivo (+6,5%) sul progressivo di periodo gennaio-agosto». A preoccupare inoltre «è l’ennesima performance negativa dei cereali, categoria merceologica che sta registrando quest’anno il maggior calo nel porto di Ravenna (-83,1% in agosto e -58,5% negli otto mesi)». I materiali da costruzione sono in calo del 30,3%, i prodotti metallurgici del 25,2%. «Il clima di incertezza che si respira si sta riflettendo sulle consegne del materiale e nei prossimi mesi gli sbarchi nel nostro porto potrebbero subire ulteriori ribassi».

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