RAVENNA. Rivendicando la proprietà della casa, ha minacciato mamma e papà dicendo che avrebbe dato fuoco all’abitazione, sostenendo che i genitori erano solamente suoi ospiti. E quando la mattina seguente è nuovamente rincasato, li ha informati che se ne sarebbe andato solamente dopo avere ricevuto dei soldi. Sullo sfondo di queste insistenti richieste si inseriscono le violenze fisiche e psicologiche che mercoledì hanno portato all’arresto di un 31enne originario di Taranto e residente a Ravenna.

È finito in manette al termine dell’intervento della polizia di Stato al pronto soccorso, dove il ragazzo era stato portato assieme al padre al culmine di una violenta lite tra le mura domestiche. Proprio all’interno del nosocomio il figlio avrebbe tentato nuovamente di mettere le mani addosso al genitore, e ci sarebbe riuscito se non fosse stato per l’intervento della guardia giurata di stanza al triage. Così, quando gli agenti delle Volanti sono arrivati, una volta appreso che la mattina stessa i genitori avevano sporto querela per le minacce subite, hanno portato in carcere il 31enne.

Obbligo di dimora dai genitori

Il ragazzo non è nuovo alle forze dell’ordine. A proprio carico aveva la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Ravenna, con domicilio proprio nella casa dei genitori e con divieto di uscire dalle 21 alle 7. Un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari di Forlì appena una settimana fa, il 7 gennaio, legato a una rapina commessa a Cesena lo scorso 21 agosto. A chiudere il “curriculum” dell’ultimo periodo, pure un avviso orale del questore di Ravenna dell’ottobre 2018, in seguito a violenze domestiche ai danni della madre.

L’aggressione di mercoledì era iniziata in casa, tant’è che il padre aveva richiesto l’intervento del 118 per le ferite subite al volto e al collo, in seguito giudicate guaribili con una prognosi di sei giorni. Anche il figlio era stato trasportato al pronto soccorso in ambulanza, con lesioni lievi circoscritte in due giorni di prognosi. Quando all’interno del presidio sanitario il 31enne ha visto che il padre si stava sottoponendo alle cure facendosi ricoverare, gli si è nuovamente scagliato contro, salvo poi essere bloccato dalla guardia.
Agli agenti i genitori hanno poi raccontato le violenze subite e sopportate per mesi, in un’escalation di collera che tuttavia la consulenza psichiatrica dell’ospedale ha considerato non rilevanti.
Portato nel carcere di via Port’Aurea, il ragazzo, tutelato dall’avvocato Alessandra Venturi, attende ora l’udienza di convalida che sarà celebrata oggi. FED.S.

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