E’ morto ieri a 91 anni Renzo Guardigli, era stato cofondatore della Compagnia del Buon Umore. “Ricordiamo Renzo, con affetto, grande lavoratore, persona onesta, legata alla famiglia e instancabile animatore della Compagnia Buon Umore. – scrivono su Facebook i suoi compagni di teatro – Sempre pronto ad incoraggiare e spronare affinché la filodrammatica proseguisse nella sua opera educativa e ricreativa nel solco tracciato dal fondatore don Francesco Fuschini. Amante del vernacolo e della poesia dialettale, da autodidatta è stato assiduo frequentatore di rassegne dialettali e trebbi poetici>. Appassionato delle tradizioni della Romagna Guardigli ha portato alla stampa alcuni testi su Porto Fuori e nel 2004 riportò in stampa il Raglio, giornalino della Compagnia Buon Umore, a diffusione locale. I suoi funerali si terranno sabato 3 ottobre alle 9,30 alla camera mortuaria dell’Ospedale Civile,

Per Guardigli sono arrivate anche le condoglianze di Giannantonio Mingozzi, ex vicesindaco di Ravenna: <Ho accompagnato in tante occasioni Renzo Guardigli alla presentazione dei suoi libri, straordinarie testimonianze di storia vissuta, memorie tramandate sul filo di più generazioni, una ricerca di fonti autentiche e di ricordi destinati altrimenti a scomparire nel tempo. Non solo la storia di Porto Fuori “e al sù radis” ma un insieme di riferimenti popolari di sacrifici e di successi, dal periodo bellico alla ricostruzione fino ai giorni nostri, storie di tutta Ravenna e della Romagna intera, da raccontare ai giovani e nelle scuole, con le qualità di un grande divulgatore quale era Renzo. Il suo impegno – scrive Mingozzi – è stato un continuo migliorare quella vera etica civica che gli apparteneva, un esempio non di vanità ma di coraggio, consapevole che a volte le idee provocano anche conflitti. Come la sua battaglia per non cambiare nome a via Stradone oppure quella per intitolare a Don Fuschini la piazza di Porto Fuori, che ho condiviso, anche nella sconfitta. Documentare e conservare è stato sempre il motto di Guardigli, e oggi dobbiamo continuare la sua opera affinchè tutti capiscano e possano apprezzare la storia vera di una Ravenna d’altri tempi>.  

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