Pinucì se n’è andato sabato, mentre la sua famiglia era al cimitero per seppellire la sua Erminia, che da ragazza faceva Barisani. Non ha resistito più di 48 ore senza di lei. E dire che Resistenza era la parola a cui aveva vocato una vita intera. Sì perché Giuseppe Faccani era per tutti, ad Alfonsine, Pinucì. Lui però si sentiva particolarmente inorgoglito quando veniva chiamato Blecky, o Bleck e’ capitèni. Era il suo nome di battaglia da partigiano.

Eroe degli Spinaroni

Quello che se n’è andato nel fine settimana scorso era, infatti, un uomo di 93 anni, che più di 77 anni fa risultava il più giovane nel gruppo, diretto da Arrigo Boldrini, che aveva base nell’Isola degli Spinaroni.

Ne aveva 16 in quel momento, Blecky. E circa due anni più tardi il suo volto era in primo piano in una delle fotografie che diventeranno iconiche della Liberazione di Ravenna. Nello scatto figura, primo a destra, nel gruppo di soldati e membri della polizia militare partigiana che custodiva un gruppo di prigionieri tedeschi nei momenti immediatamente successivi a quel 4 dicembre 1944, in cui le truppe alleate entrarono in una città sostanzialmente già liberata dai partigiani.

Un volto già adulto, che oggi si attribuirebbe a quello di un uomo fatto e non a un teenager, che venne riconosciuto da suo genero proprio in quella circostanza, mentre si pubblicizzava la mostra che celebrava il 75esimo della Liberazione ravennate: «Quando vidi quella fotografia nel dicembre scorso ebbi un sussulto – spiega Alvaro Foschini, marito di Mirella, l’unica figlia di Giuseppe Faccani -. Ne feci una riproduzione e la portai a vedere a mio suocero, che stava aggravandosi. Fu l’ultima conversazione vera che ebbi con lui e si riconobbe, con grande emozione».

Era solo un ragazzo quando aderì alla Brigata “Terzo Lori” e rimase poi un riferimento per Alfonsine, dove era riconosciuto come un uomo «dal grande garbo, riservato e modesto quando gli si chiedeva di ricordare le azioni a cui aveva preso parte», lo ricorda il presidente provinciale dell’Anpi, Ivano Artioli, mentre si appresta a partecipare oggi alle esequie di Carla Nespolo, vertice nazionale dell’associazione. Ritratto confermato da Renzo Savini, presidente dell’Anpi di Alfonsine: «Blecky era da tempo malato, ma fino a due anni fa era attivo come tesoriere della nostra sezione, peraltro molto capace ed oculato – lo ricorda con una nota di commozione -. Come moltissimi partigiani parlava con parsimonia della sua esperienza, ma un suo racconto lo ricordo con affetto. Gli chiesi se non fosse dura, così giovani, a dover rinunciare alla propria spensieratezza per partecipare alla Resistenza».

La risposta fu inaspettata: «Mi spiegò che non si era sentito di aver rinunciato alla sua gioventù, perché anche a loro piaceva ridere e scherzare. Rievocò quando nell’Isola degli Spinaroni i giovani partigiani suonavano un valzer, con strumenti di risulta. Lui – narra il racconto di Faccani, Savini – si era improvvisato alla batteria, con pentole e cucchiai».

La fotografia che ritrae Giuseppe “Blecky” Faccani rimane visibile per oggi, a Palazzo Marini ad Alfonsine, perché rimane montata l’esposizione composta in parte dalle sue tessere da partigiano in occasione della presentazione del libro “Il commissario Savio”, sulla figura di Luigi Fuschini. L’evento è in programma stasera alle 20:30 alla presenza dell’autore, Ivan Fuschini.

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