Ravenna, a inizio 2023 l’inaugurazione di Palazzo Guiccioli

È ripartito a pieno ritmo da qualche settimana, dopo un paio di anni a singhiozzo, il cantiere di lavori a Palazzo Guiccioli, enorme “gioiello” seicentesco situato nel cuore della città. Di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio da quasi un decennio (fu venduto dal Comune alla fine del 2012), l’edificio che ha il suo ingresso in via Cavour e che, con la sua corte interna, arriva fino in via Morigia potrebbe finalmente mostrare il suo nuovo volto ristrutturato tra febbraio e marzo del 2023. Il luogo che lega la sua storia a quella di Lord Byron, nobile e poeta britannico che visse a Ravenna dal 1819 al 1821, rappresenterà così una fondamentale tessera del mosaico culturale della città, ospitando due musei e altre strutture, strizzando l’occhio anche all’aspetto più turistico, con alcune strutture ricettive autonome.

Cosa ci sarà dentro

All’interno del palazzo sono previsti il Museo Byron (che sarà nel cosiddetto piano nobile), il Museo del Risorgimento (al secondo piano) e il Museo delle Bambole, nel secondo cortile. Sono previsti altri spazi culturali, con una sezione dedicata a Garibaldi («dove verranno esposti – come spiega il presidente della Fondazione, Ernesto Giuseppe Alfieri – dei cimeli provenienti dalle collezioni di Craxi, donati dalla figlia Stefania, e Spadolini») e alcuni uffici della Byron Society. Inoltre, nei cunicoli sotterranei, un metro e mezzo sotto via Cavour, verrà ospitato un ristorante denominato “Taverna Byron”, mentre nel primo cortile ci saranno un bar/enoteca e una bottega/vineria, tutti e tre gestiti dai soci Massimo Serena Monghini, Lucio Fossati e Bianca Scudellari.

Una lunga ristrutturazione

Acquistato dalla Fondazione per 3 milioni 750mila euro, alla condizione però che l’ingente somma percepita fosse investita dal Comune per una finalità sociale – cosa in effetti avvenuta con la costruzione del polo scolastico multifunzionale di Lido Adriano, inaugurato nel settembre del 2019 – Palazzo Guiccioli è stato teatro di un’importante ristrutturazione che negli anni ha sicuramente superato la stima di spesa del 2012, prevista tra i 6 e i 7 milioni di euro. Nella primavera del 2013 si registrò infatti un’altra acquisizione, quella del primo piano dell’ala che dà sul retro della corte interna (per 607mila euro) e nel novembre del 2014 fu aperto il cantiere di lavori. All’inizio l’obiettivo era quello di inaugurare la struttura nella primavera del 2018, ma in seguito, per una serie di motivi tra cui la pandemia, il termine della ristrutturazione è più volte slittato. Come sottolinea Alfieri, presidente della Fondazione da inizio 2017, «i lavori sono finalmente ripartiti dopo che sono stati sciolti dei nodi con l’impresa costruttrice, mentre in precedenza ci sono stati dei rallentamenti per via della pandemia. Al giorno d’oggi, a causa dell’aumento dei prezzi, non è facile definire gli appalti, ma comunque ci siamo riusciti e confidiamo di portare a termine l’investimento verso febbraio-marzo del prossimo anno, anche se in realtà speravamo di farcela a ottobre-novembre del 2022. Negli ultimi tempi, infatti, siamo stati fermi quattro mesi».

Sull’attuale situazione all’interno del palazzo, Alfieri termina dicendo che «dal punto di vista strutturale siamo praticamente a posto. Per quanto riguarda gli arredi, nella parte museale sono presenti al 90%, mentre per il bar e ristorante sono in ordine. Mancano giusto delle opere edili di finitura, ma direi che ormai siamo in dirittura d’arrivo».

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