Ravenna, a “caccia” di bombe sui fondali del porto

Un bando da quasi 2,5 milioni di euro per andare a caccia di bombe nel canale Candiano. L’Autorità portuale di Ravenna nei giorni scorsi ha aperto la gara per la ricerca di ordigni bellici nei fondali del porto, un’operazione propedeutica all’avvio del dragaggio. Il bando è stato aperto a gennaio e il termine ultimo per l’invio delle offerte all’ente di via Antico Squero è fissato per il prossimo 15 febbraio. L’appalto riguarda il “servizio di bonifica sistematica subacquea di tutte le zone del porto interessate dai futuri lavori di dragaggio all’interno del progetto di Hub Portuale”.Secondo uno studio di Legambiente diffuso alcuni anni fa, sarebbero decine di migliaia le bombe che sono inabbisate in Adriatico, risalenti in gran parte alla seconda guerra mondiale. Solo nel mare antistante Pesaro, a pochi chilometri dalla Romagna, si troverebbero «4.300 bombe all’iprite e 84 tonnellate di testate all’arsenico». Nel 2010 il caso dell’ordigno spostato durante i lavori di dragaggio dell’avamporto. In quel caso però fu fatta una scelta che ebbe poi esiti penali per alcuni dirigenti pubblici e privati: l’ordigno, di quasi 700 chili, fu spostato nella zona della piallassa Piomboni.Il tutto fu scoperto in un’intercettazione nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza di Bari sui lavori al porto di Molfetta in cui si fece il riferimento al « bambino trovato nel Candiano». Per far brillare la bomba fu necessario evacuare buona parte della popolazione di Marina di Ravenna e Porto Corsini.

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