Ravenna 33, ecco la nuova Diagnostica per immagini

Due milioni e mezzo per una Tac a 256 strati, unica nel suo genere nel territorio romagnolo, e una risonanza magnetica nucleare da 1,5 tesla. Si tratta dell’ingente investimento effettuato dal gruppo sanitario Ravenna 33, che consente al centro di compiere un altro importante passo, quello della crescita dell’unità operativa di diagnostica per immagini. Con questa iniziativa si intende anche valorizzare l’esperienza fino a qui maturata e festeggiare i primi dieci anni di attività, considerato che la struttura è stata aperta il 5 marzo 2012.
«Un investimento importante per il nostro gruppo sia in termini di risorse finanziarie che di sforzi organizzativi – afferma Gaetano Cirilli, presidente di Ravenna 33 – deciso e realizzato nell’ambito di quel percorso di miglioramento continuo e di ricerca della qualità dei servizi e delle prestazioni erogate, a cui tendiamo dall’inizio della nostra attività. Nel complesso, gli impieghi per questo progetto sono pari a circa 2,5 milioni di euro, di cui 600mila per la sistemazione e l’allestimento strutturale dei locali in cui sono stati collocati i nuovi macchinari e 1,9 milioni per i macchinari stessi».


Prestazioni per conto del Ssn

È già stata presentata istanza di accreditamento istituzionale alla Regione Emilia-Romagna necessaria per fornire la disponibilità di Ravenna 33 a erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale, anche con questa nuova tecnologia. Il percorso per l’accreditamento dovrebbe concludersi nei prossimi 50-60 giorni. «La nuova Tac possiede caratteristiche tecnologiche di livello assoluto – aggiunge il direttore sanitario Massimo Cirilli – tali da renderla al momento unica nel suo genere tra quelle installate nelle strutture sanitarie dell’area vasta Romagna».
Caratteristiche dei macchinari
Ecco alcune caratteristiche dei nuovi macchinari: la Tac a 256 strati, prodotto di punta della multinazionale Philips, offre immagini più nitide fino al 90% rispetto a quelle prodotte da un macchinario tradizionale, col vantaggio di avere inoltre una riduzione dell’80% della dose di radiazioni. Dal canto suo la Rnm (Risonanza magnetica nucleare) 1,5 tesla consente di ottenere una diminuzione sostanziale della durata dell’esame e una elevata precisione delle immagini, ed è utile per lo studio dei tessuti molli. Per far fronte all’arrivo dei nuovi macchinari, Ravenna 33 ha riservato un intero piano alla diagnostica per immagini ristrutturato per rendere gli spazi più funzionali e razionali.


Collaborazione importante

Con l’acquisizione di questi due macchinari all’avanguardia il gruppo Ravenna 33 ha avviato una collaborazione con Gianluca Pontone, direttore del Dipartimento di cardiologia peri-operatoria del centro cardiologico Monzino di Milano e uno dei massimi esperti europei sull’attività delle applicazioni cardiovascolari della risonanza magnetica. Direttore e docente nei master base e avanzati di Tc cardiaca e Rm cardiaca, Pontone è inoltre attualmente vicechairman del working group della Tc e medicina nucleare della Società italiana di cardiologia (Sic), board member della European association cardiovascular imaging (Eacv) e della Society of cardiovascular computed tomography (Scct). Riveste infine il ruolo di chairman per la certificazione in Tc cardiovascolare dell’Eacvi.

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